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Giovane trovato morto nel bosco vicino a un dirupo alto più di 10 metri

È successo su via dell’Acquabona. L’uomo, 30 anni, aveva una profonda ferita alla testa. Si segue la pista della droga

ROSIGNANO

Lo hanno trovato sdraiato a terra, supino, nel mezzo ai boschi a lato di via dell’Acquabona. Indosso aveva una tuta da ginnastica - pantaloni blu e maglia grigio scuro con una zip - e sulla fronte una grossa ferita. Proprio questo trauma alla testa, sulla destra a ridosso della tempia, dovrebbe aver causato la morte del giovane, dai lineamenti nordafricani e di età intorno ai 30 anni, che ieri poco prima delle 20 è stato trovato sulle colline a ridosso di Rosignano Marittimo.

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ROSIGNANO

Lo hanno trovato sdraiato a terra, supino, nel mezzo ai boschi a lato di via dell’Acquabona. Indosso aveva una tuta da ginnastica - pantaloni blu e maglia grigio scuro con una zip - e sulla fronte una grossa ferita. Proprio questo trauma alla testa, sulla destra a ridosso della tempia, dovrebbe aver causato la morte del giovane, dai lineamenti nordafricani e di età intorno ai 30 anni, che ieri poco prima delle 20 è stato trovato sulle colline a ridosso di Rosignano Marittimo.

A dare l’allarme è stato un residente che abita in una casa a qualche centinaio di metri di distanza, che stava ripulendo un terreno. L’uomo, che ha chiamato subito la centrale del 118 di Livorno, sembra sia stato avvisato della presenza del corpo da un’altra persona. Che poi si è dileguata nel nulla.

Fatto sta che quando l’ambulanza della Pubblica assistenza di Rosignano, con il medico, è arrivata a metà di via dell’Acquabona, ha trovato il residente vicino al ciglio della strada, che subito ha indicato la zona dove si trovava il corpo senza vita . Qualche decina di metri all’interno del bosco, il personale sanitario, a cui si sono uniti gli agenti del commissariato di Rosignano e i carabinieri di Rosignano Marittimo, si è fatto strada tra arbusti ed erbacce. Vicino a un dirupo alto circa dieci metri, il ritrovamento del corpo. Il medico ha capito immediatamente che per il ragazzo non c’era niente da fare. Il caso ha assunto immediatamente i tratti del giallo, visto che indosso all’uomo non è stato trovato alcun documento né effetti personali che possano far risalire alla sua identità.

Per cercare spiegazioni, dopo aver avvisato il magistrato di turno, è stata fatta intervenire anche la polizia scientifica, che ha effettuato i rilievi necessari, provando a lungo, insieme al medico legale, a ricostruire le cause del decesso.

Non sembra possibile, vista la posizione in cui è stato ritrovato il corpo e la collocazione della ferita, che il giovane possa essere caduto dal dirupo. Avrebbe avuto fratture e ferite molto più evidenti. È più probabile che stesse correndo, magari per scappare.

Ecco che fino da ieri sera gli investigatori si sono orientati sulla pista della droga. I boschi nell’area dell’Acquabona sono infatti conosciuti da tempo come luogo di commercio di stupefacenti e anche come rifugio temporaneo di spacciatori.

Da una prima ricostruzione dell’accaduto, in attesa dei riscontri scientifici, potrebbe emergere che l’uomo, temendo forse un controllo delle forze dell’ordine, possa essersi dato alla fuga. Durante la corsa potrebbe essere caduto, battendo la testa. Strano però che il corpo sia stato ritrovato in posizione supina, e senza alcun effetto personale. Ciò accrediterebbe l’ipotesi che con lui ci fossero altre persone. Le indagini proseguono.

Sul posto, per regolare il traffico, anche la polizia municipale di Rosignano.—

ANNA CECCHINI

CLAUDIA GUARINO