Su questo sito utilizziamo cookie tecnici e, previo tuo consenso, cookie di profilazione, nostri e di terze parti, per proporti pubblicità in linea con le tue preferenze. Se vuoi saperne di più o prestare il consenso solo ad alcuni utilizzi clicca qui

Bulli aggrediscono ragazzini. Furto di denaro, spinte e sputi

Il defilato vicolo San Leopoldo dove sono iniziate le aggressioni

Il padre di una vittima: «Tra genitori ci siamo confrontati, stiamo valutando di fare una denuncia querela»

CECINA. Sono in tutto cinque, tutti giovanissimi, i bulli che nei giorni scorsi a Cecina si sarebbero resi responsabili di alcune aggressioni ai danni di coetanei adolescenti. A ricostruire l'accaduto è uno dei genitori delle ragazzine finite nel mirino. «Si stavano scattando delle foto nel vicolo San Leopoldo quando sono state avvicinate», dice il padre di una delle ragazze. Hanno tutte tra i 13 e 14 anni. «All'inizio si è trattato di semplici prese in giro e ci può stare, ma poi i toni e i gesti hanno preso tutt'altra piega». Fino al punto che uno dei bulli si appropria dello zainetto di una delle ragazzine, vi fruga dentro e s'impossessa di una banconota da 5 euro. Per la legge è furto. Ma se dalla segnalazione dell'accaduto si arriverà alle vie legali è ancora presto per dirlo. «Tra genitori ci siamo confrontati e stiamo valutando i passi da fare. Tra questi c'è quello di una denuncia querela, ma dobbiamo essere tutti uniti».

Quanto accaduto è sfuggito agli occhi dei passanti. Ma potrebbe essere rimasto impresso nei filmati delle telecamere del circuito di videosorveglianza del Comune. Anche perché dall'appartato vicolo San Leopoldo l'aggressione è proseguita sia nel vicolo a lato del duomo che in piazza Guerrazzi. Tra i negozianti, invece, che affacciano con la propria attività in questo spicchio di centro cittadino nessuno ha visto niente. Del resto, il peggio è accaduto prima dell'apertura delle attività, tra le 15,30 e le 16,30. Compreso il lancio di pomodori addosso al gruppo di ragazzine. «Mia figlia è tornata a casa che aveva la maglia segnata dalle macchie di pomodoro», racconta un padre. I bulli hanno approfittato della chiusura del fruttivendolo a lato del duomo. La merce nella pausa pomeridiana viene lasciata negli espositori all'esterno del negozio, coperta da un telo. Insomma, chi non si fa scrupoli non ha difficoltà ad arraffarla.

In soccorso delle ragazze sono arrivati alcuni amici maschi. «Quando sono andato a prendere mia figlia in piazza verso le 19 avevano tutti le facce turbate - racconta un genitore -. Alcuni ragazzi avevano i vestiti bagnati perché quei bulli gli hanno tirato addosso dell'acqua. Una compagna di mia figlia è stata presa a sputi.A un'altra le hanno preso le ciabatte con cui l'hanno percossa. Non le è stato fatto del male, ma il gesto la dice lunga».Quanto accaduto si classifica come bullismo. I genitori delle vittime non hanno dubbi: «Non possono essere presi alla leggera questi fatti perché c'è i rischio che possano trascendere e andare oltre a quanto accaduto lo scorso sabato in centro città, quando in cinque sono riusciti a farsi beffa e terrorizzare una gruppo di una ventina di ragazzini». E concludono: «Le forze dell'ordine magari ci possono fare ben poco nei confronti di minori, ma qui si tratta di intervenire sulle famiglie, magari convocandole in caserma, prima che sia troppo tardi»