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Cecina, fronte del porto la variante immobiliare verso il consiglio

Cecina, fronte del porto la variante immobiliare verso il consiglio

Arriva in commissione l’esame del nuovo progetto. Prima del voto almeno un mese per completare l’iter

CECINA. C’è una data. E segna una minima certezza in un percorso tutt’altro che scontato per chiudere l’operazione porto alla foce del fiume Cecina. Il 6 settembre si apre l’esame della variante urbanistica al piano attuativo nella commissione consiliare Assetto e gestione del territorio. Chissà se basterà una sola seduta. Ma è un passaggio necessario per arrivare al voto in consiglio comunale. E l’approvazione dei progetti è una delle condizioni necessarie per stipulare il contratto definitivo con Peverell Holding Ltd. La società con sede a Cipro è disposta a sviluppare il comparto immobiliare e realizzare a scomputo alcune opere per 14, 5 milioni di euro, tra cui quelle di messa in sicurezza idraulica, ma pretende anche garanzie sulla finitura del porto. Il termine che il presidente della Porto Spa Giuliano Matteoli ha indicato ai soci per la firma è entro dicembre.

Probabilmente a ottobre la variante potrebbe arrivare in consiglio comunale. Ma l’iter è ancora lungo. Il progetto dovrà prendere anche la strada di Roma per la verifica di assoggettabilità a valutazione di impatto ambientale o meno. Alla Porto Spa contano in un no. Motivo? La parte a mare non è stata toccata rispetto al precedente progetto. E col fatto che non si andrà in commissione paesaggistica, se l’iter procede senza intoppi, è ipotizzabile un’accelerazione e già a fine settembre la variante potrebbe finire all’esame del consiglio.

Alla variante si lega l’opportunità di far decollare un investimento che i promotori quantificano in 120 milioni. Ma che cosa c’è nelle carte? Si costruirà di più, e diversamente. Non cambiano le destinazioni urbanistiche di comparti e sub comparti, ma i volumi quelli sì. Cambiano a favore del turistico-ricettivo, a scapito del commerciale. E anche la superficie lorda utilizzabile cresce di quasi 5. 000 metri quadrati. Nel complesso si passa da 25. 000 a 29. 800 mq della nuova proposta, comunque ampiamente dentro le previsioni del vecchio Piano strutturale del 2004 che fissava il limite a 45. 600 metri quadrati.

L’altra condizione per dare un orizzonte all’operazione porto è finanziaria. Entro la fine dell’anno si avrà certezza sui presupposti per la continuità aziendale o se lo scenario è quello di una messa in liquidazione della Spa. La situazione è definita grave. I soci intervenuti all’assemblea del 15 luglio per l’approvazione del bilancio 2017 a maggioranza hanno accolto la richiesta del consiglio di amministrazione di differire l’approvazione dei documenti contabili entro la fine del 2018. A pesare è il giudizio in sospeso sui conti della Porto Spa sottolineato dal collegio sindacale e dalla società RSM Spa, a cui è stata affidata la revisione del bilancio. Due gli aspetti che reclamano una svolta nell’arco di questo scorcio di 2018: la forte tensione finanziaria, per l’indebitamento verso le banche e i fornitori, e la mancanza di certezze sull’esito delle operazioni in essere sul comparto immobiliare e il completamento del porto.

Congelato per il 2018 l’indebitamento con le banche, alla Spa restano da trovare 10 milioni di euro per garantire la finitura del porto. Passaggio necessario per stipulare il contratto con Peverell Holding Ltd. I 10 milioni sono necessari per aprire un finanziamento con gli istituti di credito nell’ordine dei

23 milioni, con cui rimodulare anche le posizioni già aperte. Si ipotizza l’aumento di capitale da proporre in sottoscrizione ai soci. Ma c’è anche la possibilità, ed è la più concreta, di aprire le porte a partner o acquirenti. Almeno cinque i nomi di società fatti circolare.
 

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