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Ripascimento, nuovo scontro a dividere è il tipo di sabbia

Il consigliere Cosimi: «La Sovrintendenza è pronta a bloccare l’opera» Il sindaco: «Nessuna questione paesaggistica, l’autorizzazione non serve»  

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Sventola la lettera della Sovrintendenza ricevuta il 29 agosto. Per il consigliere della lista d’opposizione Siamo San Vincenzo Luca Cosimi in quelle righe di fatto c’è uno stop al progetto di ripascimento e sistemazione del tratto di costa a sud del porto turistico. Il sindaco Alessandro Bandini è di tutt’altro avviso: «Il progetto va avanti. Al Comune non è arrivata nessuna comunicazione in merito ne dalla Soprintendenza ne da altri enti».

In particolare per Cosimi, che con i consiglieri dell’altra lista d’opposizione Assemblea sanvincenzina e gli attivisti del Movimento 5 stelle ha raccolto un migliaio di firme per bloccare l’operazione, a dare forza alla sua lettura è un passaggio della missiva in cui il sovrintendente Andrea Muzzi si dice a conoscenza del protocollo d’intesa siglato da Ministero dell’Ambiente e Regione Toscana. “Si suppone che i pareri paesaggistici di competenza dello scrivente Sovrintendenza – si legge nella lettera – verranno richiesti primi di intraprendere i suddetti progetti e quindi con astensione dall’avviamento dei lavori fino a quando essi non abbiano ottenuta la relativa autorizzazione”. Ma quell’accordo di programma è relativo allo sblocco delle risorse che finanziano il progetto. Al meccanismo del protocollo si legano 1. 337. 608, 08 euro di risorse messe a disposizione dal Ministero dell’Ambiente per la Toscana. E lo stanziamento consente di rendere cantierabile non solo l’intervento di Vada, ma alla Regione di stornare una cifra analoga su San Vincenzo.

«Il ripascimento dal punto di vista ambientale non andrà a modificare lo stato dei luoghi – afferma il sindaco BAndini –. Verrà messa a dimora una quantità di sabbia nell’ordine di 5. 000 metri cubi spalmata su un fronte mare di circa 300 metri. E sarà distribuita in parte sulla spiaggia emersa e il resto nel mare antistante. Una quantità dunque certamente minimale, non certo influente ai fini paesaggistici».

L’intervento prevede l’utilizzo di sabbie di granulometria variabile da 1 a 4 millimetri, «di peso maggiore e con tonalità compatibile con le sabbie presenti in loco – precisa il primo cittadino –. Questo per stabilizzare l’arenile come indicato dagli enti competenti. In base alle risultanze della procedura di assoggettabilità a Valutazione di impatto ambientale (Via), non è stata avviata nessuna procedura autorizzativa dal punto di vista paesaggistico, perché in questi casi non prevista».

In questi mesi si è diffusa la preoccupazione per la qualità del materiale che sarà riportato sul litorale. «Ribadisco con certezza che assolutamente non si tratta di ghiaia di cava ne di quantità di decine di migliaia di metri cubi, 30. 000 come le opposizioni affermano nella loro strumentale raccolta di firme – sostiene Bandini –. Comunque per fugare qualsiasi dubbio, affinché tutto si svolga nella piena correttezza della procedura normativa e amministrativa, nei prossimi giorni

provvederemo a confrontarci con la Soprintendenza per illustrare il progetto, affinché anche quest’ultima possa sincerarsi della ininfluenza dello stesso ai fini paesaggistici o attivare le procedure necessarie senza che ciò possa comportare ritardi nell’esecuzione dei lavori». —

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