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Acqua potabile, la crisi dimenticata dai Comuni

Acqua potabile, ordinanze per vietare gli usi non potabili

Solo ad agosto alcuni enti pubblici hanno predisposto apposite ordinanze

CECINA. «Anche in agosto è rimasto tutto relativamente tranquillo». Così Mirko Brilli, dirigente Reti e impianti idrici di Asa Spa a cui fa capo la gestione degli acquedotti. Che aggiunge: «Non sono previste situazioni di crisi, ma è bene ricordare che l’uso dell’acqua deve sempre essere attento. Anche i piccoli accorgimenti contribuiscono a fare la differenza». Alla Steccaia il livello della falda rispetto alla quota di campagna segna la misura di –13, 70 metri. «Si tratta di un livello che ...

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CECINA. «Anche in agosto è rimasto tutto relativamente tranquillo». Così Mirko Brilli, dirigente Reti e impianti idrici di Asa Spa a cui fa capo la gestione degli acquedotti. Che aggiunge: «Non sono previste situazioni di crisi, ma è bene ricordare che l’uso dell’acqua deve sempre essere attento. Anche i piccoli accorgimenti contribuiscono a fare la differenza». Alla Steccaia il livello della falda rispetto alla quota di campagna segna la misura di –13, 70 metri. «Si tratta di un livello che è leggermente più alto rispetto al 2017 e si mantiene abbastanza costante. La verifica viene fatta mensilmente».
È in questo scenario che si misura la distrazione delle amministrazioni locali. Le ordinanze per razionalizzare il consumo di acqua potabile e vietare gli usi impropri hanno sempre lasciato il tempo che trovano. Eppure sono un segnale. Almeno che la politica e chi amministra il territorio sul tema non molla la presa. Anche in un’estate che non si trova a fare i conti con la crisi idrica e la siccità dello scorso anno.
A richiamare i propri cittadini a un utilizzo accorto dell’acqua ci hanno pensato solo i sindaci Alessandro Franchi di Rosignano Marittimo, Massimo fedeli di Bibbona, Salvatore Neri di Riparbella e Giamila Carli di Santa Luce. Ma il passo nella direzione indicata dall’Autorità Idrica Toscana (Ait) lo hanno fatto ad agosto già inoltrato. Per il resto è una distrazione di massa, a cominciare dai Comuni maggiori di Cecina e Castagneto Carducci. Eppure l’Ait a tutte le amministrazioni locali ha inviato una sorta di fac-simile del testo di ordinanza, chiedendo di vietare tutti gli usi non essenziali dell’acqua potabile. Invitando a un’adeguata attività di vigilanza e controllo. E questo è da sempre l’aspetto più difficile da attuare sul campo.
Crisi idrica e siccità sono fantasmi che fanno paura solo nel momento dell’emergenza. «La falda a differenza di altri territori in Bassa Val di Cecina ha registrato un recupero superiore nella primavera e stiamo tenendo sotto monitoraggio le sorgenti – dice Brilli –. Nel complesso la situazione è migliore rispetto allo scorso anno. Per esempio, a Riparbella agendo sulle regolazioni di portata in località Nocolino abbiamo mantenuto il sistema in equilibrio, come nel 2017».
A Cecina la soluzione arriva dal campo pozzi realizzato in zona Steccaia. Qui, nel territorio di Montescudaio, i pozzi 1 e 2 possono già consentire un aumento dell’emungimento. Mentre i numeri 3 e 4 sono in fase di collegamento alla rete. A Santa Luce e Castagneto Carducci, invece, i nuovi pozzi saranno completati nel corso dell’anno. «Grazie alla derivazione dei pozzi realizzati alla Steccaia non ci saranno problemi nel garantire l’approvvigionamento – sostiene il dirigente Asa Mirko Brilli –. Soprattutto grazie alla centrale di rilancio, con il serbatoio realizzato in località Pianacci, lungo la strada che da Cecina porta a Montescudaio, attraverso il sistema di telecontrollo riusciamo a mantenere l’acqua nella rete alla giusta pressione e ne è stata anche migliorata la qualità». —