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Imprenditore scomparso in mare: nel gps la chiave del giallo, chiesto l’aiuto di un tecnico

Rosignano, la Procura nominerà un perito: era spento ma potrebbe aver registrato la rotta. Alle 12,30 di sabato il rifornimento. Un testimone: «Domenica ho visto il veliero»

ROSIGNANO.«Domani esco in barca, ho bisogno di rilassarmi», sono le ultime parole pronunciate venerdì sera, dopo cena, ad un’amica, una giovane donna russa che vive a Sassuolo.

ALLE 13 DI SABATO L'ULTIMA NOTIZIA

Alle 12,30 di sabato - è accertato - ha fatto rifornimento al distributore di Porto Lotti, Spezia. Mezzora prima aveva incamerato scorte in una rosticceria non lontana dall’area portuale, come testimonia uno scontrino in mano agli investigatori. Poca roba, che fa pensare ad una navigazione prevista per pochi giorni, forse lo spazio di un weekend. Ha parcheggiato la sua Audi e intorno alle 13 è salpato, a bordo della Lulubelle, un 45 piedi a vela battente bandiera francese. Da allora di Pietro Fogliani, imprenditore 56enne di Sassuolo, a capo di una delle più importanti aziende di ceramica del Modenese - la Ceramiche Serra (di cui è rimasto consulente dopo la recente vendita agli inglesi di Victoria Plc) si è persa ogni traccia . Di lui resta un vascello perfettamente integro, ormeggiato a Rosignano Solvay al porto di Cala de’ Medici, sotto sequestro e a disposizione degli inquirenti che lo hanno scandagliato senza trovare elementi utili a sciogliere i nodi del giallo.

IL MESSAGGIO SUL TELEFONINO

Restano i documenti, gli effetti personali, un telefonino dell’uomo, con l’ultimo messaggio su Whapp che risale a pochi minuti prima di partire. Niente di particolarmente utile alle indagini, dicono gli inquirenti. E l’angoscia in cui di colpo è piombata una famiglia (l’uomo è separato dalla moglie ed ha due figli, un maschio ed una femmina che non vivono con lui, ma a Sassuolo vive ancora l’anziano padre Eusebio). Ieri sono continuate le ricerche da parte degli uomini della Capitaneria di Porto di Livorno. Un dispositivo navale, subacqueo ed aereo, coordinato dalla Sala Operativa di Livorno, sta pattugliando il tratto di mare a sud di Porto Lotti fino al limite del litorale di Piombino. Ma sono state allertate anche le direzioni marittime di Civitavecchia e Genova.

UN PERITO PER ESAMINARE IL GPS

Intanto, sul fronte delle indagini, c’è una novità. Gli investigatori hanno chiesto al sostituto procuratore che coordina le indagini - il dottor Roberto Rizzo - di nominare un perito per un accertamento tecnico irripetibile sulle apparecchiature di bordo, in particolare il Gps che - pur risultando spento - potrebbe aver comunque registrato alcune tracce della rotta scelta dalla Lulubelle.

SPUNTA UN TESTIMONE

E poi spunta un testimone, la cui posizione è al vaglio del personale della Capitaneria, che avrebbe dichiarato di aver visto la barca domenica mattina, presto, a largo di La Spezia. La barca, dunque, ma non il timoniere. E poi c’è da verificare se si tratti effettivamente della Lulubelle visto che i 15 metri a vela non sono imbarcazioni rare.

IL MISTERO DELLA CIMA IN MARE

Chiarito, una volta per tutte, che l’intrecciasi di una cima all’elica di poppa dello scafo è stato generato dall’incagliarsi della barca

a Vada, resta aperta l’ipotesi che Fogliani possa aver utilizzato la cima e la ciambella di salvataggio per fare il bagno o per qualcos’altro. Lo dimostrerebbe il fatto che la Lulubelle navigava col solo fiocco e con una rotta con "lieve bordatura" ad una velocità modestissima di un nodo.

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