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Il caso balneazione Principessa nord un altro divieto di tuffi

san vincenzoUn’altra macchia nera sul litorale di San Vincenzo. Dopo i problemi alla foce del fosso Renaione dove è in vigore l’ordinanza di divieto di balneazione, Arpat certifica la non idoneità ai...

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Un’altra macchia nera sul litorale di San Vincenzo. Dopo i problemi alla foce del fosso Renaione dove è in vigore l’ordinanza di divieto di balneazione, Arpat certifica la non idoneità ai tuffi anche del tratto di mare più a sud, classificato come principessa nord.

In quest’ultimo caso il campione di acqua di mare è stato prelevato dai tecnici dell’Agenzia regionale per la protezione ambientale della Toscana la mattina del 21 agosto e a ventiquattro ore dall’avvio delle analisi in laboratorio segnalano già la presenza di valori oltre i limiti di legge. Da qui la richiesta al sindaco di un’ordinanza di divieto preventivo. Le analisi di laboratorio hanno una durata, stabilita dalla legge di 48 ore ma quando il superamento dei parametri, in particolare escherichia coli ed enterococchi intestinali, è già evidente a 24 ore dall’inizio delle analisi, viene comunque comunicato al sindaco del Comune competente per l’adozione dei provvedimenti a tutela della salute dei bagnanti.

Resi noti, nel frattempo i risultati dell’analisi che ha portato al divieto di balneazione nel tratto Centro sud ovvero in corrispondenza della foce del fosso Renaione. Dal campione d’acqua prelevato il 20 agosto risultano 120 MPN/100 ml di escherichia coli rispetto a un valore limite di 500

MPN/100 ml mentre 265 MPN/100 ml di enterococchi intestinali a fronte di un limite di 200 MPN/100 ml. Sarebbe quest’ultimo il parametro all’origine del divieto. Il campione d’acqua per le controanalisi è stato prelevato il 21 agosto e i risultati saranno noti nel pomeriggio di oggi. —

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