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IL CASO  

Caro parcheggi, proteste tra i bagnanti a Marina

La polemica si accende per i nuovi stalli a pagamento nella zona di Andalù  ma in serata il colpo di scena: cancellata una parte delle strisce blu

cecina

Che succede? Chi ha in mano il pennello con la vernice blu sembra avere la mano tremante. Prima disegna le strisce sull’asfalto e piazza il cartello in cui sono riportate le tariffe per la sosta. Lo lascia coperto, ma chi lo vede sa che cosa lo aspetta. Poi, a distanza di tre giorni, cancella parte del lavoro fatto. Intanto la miccia delle polemiche si è accesa. Qui zona Andalù. Sulla spiaggia libera è un fiorire di proteste. E da sotto l’ombrellone invitano a recarsi sul posto. Nel pomeriggio del 25 luglio si prende atto che si è tinto di blu anche parte degli stalli a sosta libera, quelli sulla curva dove il viale della Vittoria diventa via del Tombolo Meridionale.

Le indicazioni della cooperativa Nuovo Futuro che gestisce la sosta a pagamento e ha l’incarico di disegnare e attrezzare i nuovi stalli alla ditta che li realizza vengono riviste. Il blu viene coperto con una mano di vernice nera. Ma il problema resta per la trasformazione che investe il rettilineo di via del Tombolo Meridionale, qui la segnaletica è giusta. Resta da scoprire il giorno in cui scatterà il pagamento dell’obolo.

«Le regole dei giochi non si cambiano in corsa. Com’è possibile arrivare al 23 luglio per fare le strisce blu? », chiede Monica Bellagotti. E attorno a lei è un moltiplicarsi di cenni d’assenso. Si forma il capannello. La comparsa delle strisce blu che preludono al pagamento della sosta qui è vista come il fumo negli occhi. «Sarebbe stata buona cosa per l’amministrazione a maggio fare un incontro pubblico in cui comunicare la scelta – prosegue Bellagotti –. Magari ci sarebbe stato il tempo per trovare soluzioni che andassero incontro alle esigenze dei residenti e studiare delle forme di abbonamento. E se mi chiedi di pagare la sosta mi aspetto un servizio in cambio, magari una fontanella in questo tratto di mare».

Si avvicinano in molti. È chiaro che quelle strisce blu non piacciono. Tutti chiedono di metterci la faccia. Ivana Degli Innocenti, Matilde Franchi, Vania Bibbiani, Luciano Cerrini, Eria Trovatelli, Anna Giglio, Angiola Failli, Laura Bellani, Gabriella Andreoli, Nadia Gentiloni, Rolando Mannucci, Anelide Amici, Mauro Simoncini, Lucia Nencini, Francesca Calabresi, Giuliano Lessi. Le opinioni si sovrappongono e sono il risultato di lunghe discussioni lungo la riva. Una platea per lo più di pensionati abituati a frequentare questa spiaggia e a ritrovarsi qui da decenni. Tutti si conoscono.

Storici frequentatori di questo tratto di mare che si sentono messi alle strette. «Prima la sosta prevedeva 4 ore con il disco orario e mi sembrava più che ragionevole», dice Paolo Falso. «È tutto un pagare», rilancia Alberto Peruzzi che da due anni ha scelto di acquistare una casa per le sue vacanze a Cecina. «Dovremo pagare anche per stare due ore al mare», sentenzia Teresa Cartei.

Per tutti Vittorio Orlandini è il sindaco di questo tratto di spiaggia. Così viene additato dai presenti con fare scherzoso. «Si fanno le strisce a pagamento in uno dei pochi tratti in cui vengono i cecinesi – sostiene –. Non è il sistema di fare le cose». Giuseppe Gani arriva

in spiaggia da Guardistallo. «Ci vengo da 60 anni – dice –. La mattina facciamo colazione con i nipoti, se devo pagare 5 euro per la sosta vorrà dire che ci rinunceremo». Mentre Paolo Luschi sottolinea: «Non sappiamo dove mettere le auto. Specie nel fine settimana è un caos». —

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