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«Caos sedute Tac, servizio annullato 12 mattine al mese»

Cecina. L’allarme lanciato dal Fials, che ha avviato una petizione: «Mancano tecnici, così si allungano le liste d’attesa»  

CECINA. «Dato che mancano i tecnici di radiologia per coprire tutti i turni, per 3 mattine a settimana l’azienda blocca l’attività della Tac». Una situazione, quella del settore della diagnostica per immagini, che il sindacato Fials porta come esempio di una «sanità in cui il personale è distrutto perché ridotto all’osso e i cittadini sono insoddisfatti dei servizi», come spiega il segretario del Fials per l’area Asl nord-ovest, Massimo Ferrucci. Ieri, dopo una assemblea degli iscritti, è stata avviata la petizione, che sarà consegnata a sindaci e consiglieri comunali e regionali e chiede «una gestione aziendale che prevede l’incremento delle prestazioni sanitarie pubbliche e la valorizzazione della risorsa personale».

«Serve una revisione complessiva - spiega Ferrucci - della legge di riorganizzazione regionale 84 emanata nel 2015, che di fatto ha semplicemente creato farraginose catene di comando». Per questo il Fials avvierà una campagna di sensibilizzazione, con un tour in camper attraverso il territorio regionale. «Nel bilancio di esercizio del 2016 dell’Usl nord ovest, che rivela un deficit di 40 milioni di euro, - spiega il segretario Fials - viene fuori la voce di oltre 50 milioni di euro derivanti da ferie non godute. È evidente che gli organici sono ridotti all’osso e che il personale non solo non fa le ferie, ma neppure i riposi previsti».

Una situazione che il sindacato ritiene ormai insostenibile, non solo per il personale ma anche per i cittadini, «che hanno diritto ad essere protagonisti e non vittime delle scelte di programmazione sanitaria. Una programmazione che tra l’altro non esiste, dato che ancora non c’è il Pal (Piano attuativo locale), e come dimostra la storia emblematica della chirurgia di Cecina, ognuno può alzarsi la mattina e proporre un’idea nuova». Poi l’attacco ai sindaci della zona, «che sulle vicende della sanità sono latitanti, soprattutto quello di Cecina». Quanto alle carenze che il Fials registra nei vari reparti dell’ospedale cittadino, oltre a quelle riguardanti l’allungarsi delle liste di attesa per la diagnostica, i settori interessati sembrano essere molti. «Nelle sale operatorie - spiega Daniela Boem dellla segreteria Fials - lo stesso operatore che presiede agli interventi chirurgici deve occuparsi anche della sterilizzazione dei ferri. Ciò non è previsto e chiaramente crea caos nel lavoro Oltretutto in quel settore vengono chieste pronte disponibilità molto superiori al previsto. Il reparto materno-infantile, che doveva essere il fiore all’occhiello dell’ospedale di Cecina, c’è un numero insufficiente di ostetriche e le infermiere che vanno in pensione non vengono sostituite». Per non parlare del settore della riabilitazione. «A Rosignano funzionava bene - dice ancora Boem - , ma rispetto a tre anni fa il personale è diminuito di un terzo e non è stato sostituito».

Il Fials lancia anche una proposta, «vale

a dire che i prelievi ematici routinarie che vengono fatti a Cecina e Rosignano non siano inviati al laboratorio di Livorno, ma restino a Cecina. Qui ci sono i macchinari adeguati, basterebbe sostituire un tecnico che è andato in pensione e il laboratorio sarebbe autonomo». —
 

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