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Da sei mesi senza risposta: «Quelle case sono agibili?»

Montescudaio, la battaglia di Antonio Neri arriva in Procura e al Prefetto di Pisa. Accesso agli atti per verificare i certificati de La Villa, il Comune prende tempo

MONTESCUDAIO. Il fango e l’acqua da 17 anni invadono la sua proprietà. Scendono da La Villa, 52 appartamenti costruiti sul crinale che sovrasta il giardino del signor Antonio Neri. Che da allora si batte per far sanare la situazione. Il risultato è una montagna di fogli. Documentano una storia di esposti, segnalazioni e diffide, per lo più cadute nel vuoto. Salvo l’ultimo passaggio. Con il supporto dell’avvocato Giovanni Porto da sei mesi è in attesa di sapere se per quella maxi lottizzazione il Comune di Montescudaio ha rilasciato i certificati di agibilità per i lotti A, B e C. E la risposta può essere di quelle che marcano la differenza. Se quelle carte non ci sono il signor Neri avrebbe una strada da seguire per chiedere di sanare ciò che non funziona. E i proprietari di quegli appartamenti avrebbero di che preoccuparsi.

È sufficiente seguire i percorsi dell’acqua che scende verso valle per risalire ai piedi della lottizzazione La Villa, a Montescudaio. Nel piazzale scorre un rigagnolo di acqua maleodorante. Dove doveva essere installato l’impianto di sollevamento di fatto c’è una pozza di acqua putrescente. Da 17 anni Neri quel percorso lo fa senza sosta. Alzando lo sguardo dal suo giardino, dove è sufficiente una pioggia un po’ più abbondante per subire sversamenti di fango e detriti. Ruscellamenti di acqua piovana e ristagni di acque nere e putride, che delle volte rendono l’aria irrespirabile.

La prima richiesta all’ufficio Tecnico e alla sindaca Simona Fedeli è del 6 dicembre 2017. Una richiesta di accesso agli atti per cui l’ente avrebbe dovuto rispondere entro 30 giorni. Quello che segue è un lungo silenzio. Il 29 gennaio l’avvocato Porto invia un sollecito e in copia mette anche il segretario comunale, facendo presente l’eventualità di un esposto al Prefetto di Pisa, al Difensore civico regionale e all’Anac. Il risultato? Un muro di gomma. Salvo un cenno il 15 maggio dal Comune. Ma arriva dopo l’esposto inviato il 13 aprile alle tre autorità. E non aggiunge molto. «La lettera del Comune viene spedita per conoscenza al Prefetto – spiega Porto –. Si dice che è in corso la riorganizzazione del Servizio tecnico

e che le ricerche dei documenti richiesti sono in corso e saranno forniti quanto prima». Neri non ha dubbi: «Il Comune è reticente. Siamo in attesa dei riscontri dal Prefetto e dall’Anac. A seguito dei miei esposti sono stati aperti dei fascicoli d’indagine dalla Procura di Pisa».

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