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«Il sindaco non rispetta gli impegni»

I Democratici per Guardistallo all’attacco sul progetto del forno crematorio

GUARDISTALLO. «Fermamente contrari sia nel merito che nel metodo alla realizzazione di un forno crematorio nel nostro paese». Così i Democratici per Guardistallo.

«L’imprenditore titolare del progetto ha affermato che analisi e discussione procedono da circa 2 anni – proseguono – e che “Il Comune di Guardistallo si è da subito dichiarato interessato all’operazione, per questo siamo andati avanti”. Dopo questa gestazione “tecnica” il progetto ben cucito sulla realtà del cimitero di Guardistallo viene presentato all’attenzione della amministrazione Ceccarelli il 13 febbraio 2018». E chiedono: «Cosa avrebbe fatto una qualsiasi amministrazione che si trovasse a decidere su un argomento così delicato e fosse realmente interessata a un percorso di partecipazione democratica tra i cittadini?». La risposta: «Non avrebbe preso decisioni fino a quando consiglio comunale e cittadinanza fossero stati correttamente informati e consultati». I Democratici vanno oltre: «Noi avremmo respinto quel progetto sin dal suo nascere, data la sua totale incompatibilità dal punto di vista ambientale». E ancora: «Consapevoli che ben altri sono gli strumenti per risolvere i problemi del cimitero».

Il gruppo d’opposizione mette in fila le date, a partire dall’incarico all’ufficio Tecnico per l’analisi del progetto del forno crematorio. Il 4 aprile c’è una prima riunione con le parti interessate e il 23 dello stesso mese un altro incontro. Il 2 maggio la delibera di giunta che valuta positivamente la fattibilità della proposta. Il 4 il sindaco Ceccarelli invia la convocazione per una riunione di capigruppo il 7 maggio in cui discutere la generica “proposta di riqualificazione attività cimiteriali”, informando dell’assemblea pubblica già decisa per il 10. «Il 5 maggio si apprende dal Tirreno dell’esistenza di un progetto forno crematorio e i cittadini vengono a conoscenza della assemblea pubblica convocata unilateralmente per il 10 maggio». E ancora: «All’assemblea la quasi unanimità degli interventi si è espressa contro il forno crematorio e si è potuto assistere a un apparente dietro-front da parte del sindaco, ripensamento manifestato anche in occasione degli incontri che l’amministrazione ha effettuato con associazioni e commercianti nei giorni successivi e durante i quali si è spinto a dire che

la delibera sarebbe stata annullata pochi giorni dopo». Da qui la richiesta: «Questi sono i fatti, ci chiediamo perché a distanza di oltre due settimane il sindaco non abbia ancora provveduto all’annullamento della delibera, non tenendo quindi fede all’impegno preso in assemblea».

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