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Nudisti, processo a luglio: tra i testimoni due sindaci

Multati l’estate scorsa sulla spiaggia tra Marina di Bibbona e Castagneto. L’associazione Anita: «Chiediamo che la pratica in quel luogo sia autorizzata»

CECINA. Scelgono l’aula del Giudice di pace di Cecina per far valere le loro ragioni. A luglio la prima udienza che vede due nudisti contestare la multa di 3.333 euro ciascuno per “atti contrari alla pubblica decenza”. L’estate scorsa si trovavano sulla spiaggia tra Marina di Bibbona e Castagneto, nella zona della Fossa Camilla, quando vennero pizzicati senza costume dagli agenti della polizia municipale di Castagneto Carducci. Un caso a livello nazionale. Con l’associazione nudisti italiani Anita schierata al fianco delle persone multate.

A sfilare in aula il legale che assiste i nudisti presenterà una lista di 15 persone che si sono rese disponibili a testimoniare che in quel tratto di litorale la pratica del naturismo si è consolidata nel tempo. Una consuetudine sebbene non sia autorizzata, al contrario di quanto avviene poco più a sud, sul litorale di San Vincenzo dove l’amministrazione da alcuni anni ha riservato un tratto di spiaggia a chi pratica il nudismo. Ma citati come teste saranno anche la sindaca di Castagneto Carducci Sandra Scarpellini e il collega di Bibbona Massimo fedeli, poiché da tempo l’associazione Anita ai due si è rivolta per chiede l’autorizzazione ad aprire una spiaggia per naturisti. Tanto che è stato perfino fatto un sopralluogo. «Avevamo trovato perfino un imprenditore disponibile a creare un albergo naturista», dice il presidente di Anita Giampietro Tentori.

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La scorsa estate furono 5 le persone multate nel blitz della municipale. «Le altre tre non sappiamo neppure chi siano – afferma Tentori –. Non ci hanno interpellato». A seguito di quell’episodio Anita ha lanciato una campagna di sensibilizzazione a favore del naturismo. Ed è stato istituito un fondo di solidarietà per coloro che vogliono presentare ricorso in caso di multa, opponendosi alla sanzione attraverso il ricorso al prefetto o al giudice di pace. «Il nostro obiettivo – sostiene il presidente Tentori – è di ottenere dei non luogo a procedere, a sostegno della nostra richiesta di depenalizzare la pratica del naturismo».

Il presidente Anita rispolvera la sentenza della Corte di Cassazione (n.3557 del 2000), che ha affermato che il naturismo non sia assolutamente da considerare indecente, se praticato in luoghi adatti. «Vedremo fino a quale grado di giudizio dovremo spingerci per far valere le nostre ragioni a sostegno delle due persone multate – prosegue –. Se già in primo grado l’esito sarà favorevole con la sentenza in mano chiederemo un nuovo incontro ai due sindaci di Castagneto e Bibbona, perché a quel punto la strada per chiedere di autorizzare la pratica in quel tratto di spiaggia sarebbe in discesa».
 

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