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Il Comitato civico ai democratici «Falsi ecologisti»

GUARDISTALLO. È scontro tra maggioranza e opposizione sul progetto di tempio crematorio. I Democratici per Guardistallo hanno chiesto un referendum dopo il no emerso nel corso dell’assemblea pubblica...

GUARDISTALLO. È scontro tra maggioranza e opposizione sul progetto di tempio crematorio. I Democratici per Guardistallo hanno chiesto un referendum dopo il no emerso nel corso dell’assemblea pubblica indetta sul progetto (presentato da un imprenditore volterrano, da realizzare in una porzione del cimitero comunale) attaccando il sindaco e la giunta per aver già dato un primo ok di massima. «È l'ora di finirla - replica il sindaco Ceccarelli, che ironizza -: regalerò una copia dello statuto alle minoranze, ma leggetela almeno una volta. Questi vorrebbero il referendum? Quando entrammo in Unione, che era obbligatorio, non lo fecero: perché? I contributi (istanze o proposte) il sindaco non può chiederli direttamente alla cittadinanza? Ma stiamo scherzando? Si leggano lo statuto invece di blaterare o chiedano aiuto ad un legale serio! Per la maggioranza vale il percorso, ma soprattutto valgono i pensieri dei cittadini. Tutto il resto... è campagna elettorale». A sostegno del sindaco interviene anche il Comitato Insieme per Guardistallo, che plaude al percorso partecipativo intrapreso dalla giunta, «che con la massima trasparenza ha voluto condividere con tutti i cittadini e prima con i consiglieri comunali i contenuti della proposta». Attacca il Comitato: «L’inaffidabilità e la non rappresentanza politica della minoranza è stata subito palese con la distribuzione del volantino accusatorio nei cofnronti della giunta, con il quale ha tradito gli accordi presi in conferenza dei capigruppo, a discapito del bene comune. Niente era stato deciso». E ancora: «Diverso era l’operato dei “Signori democratici”, falsi ecologisti, quando erano al potere: non fecero il referendum mentre era obbligatorio quando entrarano nell’Unione dei Comuni collinari, installorano

un’antenna per la telefonia al capannone comunale, non si parlò di emissioni elettromagnetiche quando decisero lo spostamento della centrale elettrica; i diritti derivanti dalal cava di Montermoli li fecero sorvolare sul degrado della collina, così come per i pozzi geotermici»:

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