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l’impresa 

Il giro del mondo in solitaria contro l’inquinamento

Il bulgaro Ivan Dimov a Rosignano prepara la traversata dei tre Capi: raccoglierà le plastiche e campioni d’acqua

ROSIGNANO. Gli oceani ricoprono circa i due terzi del pianeta, ma sapete per quanto sono zona protetta? L’1 per cento. Un tratto lungo la costa di Montecarlo. Per il resto sono «acque di nessuno, in cui ognuno fa ciò che vuole, gettandoci di tutto senza preoccuparsi delle conseguenze». Ivan Dimov, 55 anni di origini bulgare, sa quel che dice: ha attraversato sette volte l’Atlantico e ha passato oltre tre mesi nell’oceano Indiano. Esperienze che ora gli permettono di preparare la prossima impresa, in cui ha unito il suo sogno di bambino alla missione ambientale: girerà il mondo a bordo di una barca grande 5,90 metri, facendo vela verso i tre Capi (Horn, Leeuwin e Town) per una traversata di 28mila miglia senza mai toccare terra. La sua missione infatti è in mare aperto, dove raccoglierà sia le plastiche galleggianti attraverso delle specifiche boe sia campioni d’acqua che poi consegnerà all’istituto oceanografico di Trieste per farli esaminare, in modo da avere un’idea sulla salute delle acque così da preparare una cura.

La missione di Ivan: voglio mandare un messaggio, il mare è malato Rosignano, il navigatore bulgaro partirà per una traversata in solitaria intorno al mondo raccogliendo plastiche e campioni d’acqua (video Alfredo Faetti) - L'ARTICOLO


«Voglio mandare un messaggio: se io dico a una persona che il mare è malato non mi ascolta; invece così spero che possa essere udito da molta gente», spiega Dimov, ormeggiato al porto Cala de’ Medici di Rosignano dove sta limando i dettagli per l’impresa. «Occhio a dove metti i piedi», «No, non toccare lì», si raccomanda a chiunque provi a salire sulla sua barca: un mini Transat 650 di 5,90 metri, realizzata a Cecina per conto di Enegan, la società di energia luce-gas che porta avanti diversi progetto di sensibilità ambientale, tra cui “Salviamo il pianeta”, in cui rientra appunto Dimov. «Non vedo l’ora di partire», dice sorridendo il bulgaro, assediato dalle continue interviste su ciò che si è promesso di fare. Lo spirito non manca a Ivan: a sette anni rubò la barca a un pescatore e prese il largo nel Mar Morto, senza avere idea di dove mettere le mani. Lo ritrovarono dopo tre giorni quasi morto per la disidratazione. «È sempre stato il mio sogno fare il giro del mondo», dice. E oggi è pronto a realizzarlo. «Non vuole essere un viaggio sportivo, ma vuole avere una valenza scientifica», spiega il bulgaro, che si suddividerà in due modi. Il primo sarà la raccolta delle plastiche che troverà negli oceani, attraverso delle boe che permetteranno di racchiudere i materiali all’interno di una grande ciambella: a quel punto Dimov segnalerà l’isola di plastica alla nave più vicina che stando alla normativa dovrà preoccuparsi di recuperarla. «Se non lo farà l’isola resterà un monumento al nostro menefreghismo», taglia corto il navigatore. Inoltre, Dimov raccoglierà campioni d’acqua da consegnare all’istituto triestino per stabilire la presenza di microparticelle di plastica. «Non so se siano mai stati prelevati campioni così in mare aperto, ma anche fosse averne due non farà male, no?».

La plastica abbandonata negli oceani...
La plastica abbandonata negli oceani e filmata da Dimov

La partenza è in agenda per il 10 giugno da Le Rochelle e la tratta studiata (Atlantico-Capo di Buona Speranza, poi vela verso il Pacifico e ritorno) è di 28mila miglia per circa un anno di navigazione. Forse è la prima volta che una barca più piccola di 6 metri si getta in un’impresa simile, tant’è che il Guinness dei Primati sta già studiando il caso. “Minni”: così la chiamata Ivan, in onore al pupazzetto che gli regalò una sua vecchia fidanzata e che da anni si porta sempre con sé. Anche stavolta. A bordo pezzi di ricambio, un tablet (i libri pesano troppo) e cibo liofilizzato per 200 giorni. «Per il resto mi metterò a pescare», dice il bulgaro, a metà strada tra l’entusiasta e la paura. «La paura serve - spiega - Come ha detto uno scienziato l’oceano lo conosci solo per il primo metro in superficie, il resto è un mistero». Il resto sono infiniti oceani in cui vivono creature tutt’oggi sconosciute. Dimov lo ripete in tutte le interviste, mentre continua a prendersi cura della sua prossima compagna di vita, ora ormeggiata a Rosignano. Una giornalista, finita l’intervista, gli augura in bocca al lupo, ma lui la corregge. Preferisce l’augurio con la balena.


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