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ANTICHITÀ

GUARDISTALLO. La scoperta è di un ragazzo neanche quattordicenne appassionato di archeologia. Stava scavando per gioco in ai piedi di un albero, sotto cui nel corso dei secoli sono passati milioni di...

GUARDISTALLO. La scoperta è di un ragazzo neanche quattordicenne appassionato di archeologia. Stava scavando per gioco in ai piedi di un albero, sotto cui nel corso dei secoli sono passati milioni di persone, quando all’improvviso il terreno ha restituito qualcosa: un’ascia. Il giovane è corso entusiasta dal padre per mostrargli l’oggetto, senza sapere di aver realmente fatto un ritrovamento straordinario. Da quell’ascia infatti, dopo la segnalazione del padre alle autorità, la Soprintendenza di Pisa ha portato alla luce una tomba di età preistorica, che gli esperti fanno risalire ad un primo esame a circa 5.000 anni fa. «Si tratta di un ritrovamento eccezionale – spiega il soprintendente Andrea Muzzi – Sono piccoli resti riconducibili a una sepoltura. Nella tomba è stato recuperato anche uno scheletro, oltre a punte di frecce e un’ascia che fanno parte del corredo della sepoltura stessa».

Ma c’erano anche altri reperti e manufatti accanto allo scheletro. Un corredo che racconta un frammento di storia della persona che negli ultimi millenni ha riposato nel comune di Guardistallo, dove è avvenuto il ritrovamento. Il fatto che all’interno della tomba fossero presenti questi oggetti ritenuti molto preziosi per l’epoca (armi comprese) fa intendere che l’uomo ricoprisse un rango sociale elevato nella sua comunità, tanto importante da avere l’onore di essere seppellito insieme a quel che gli era appartenuto.

Il merito di aver rievocato questa pagina di antiche civiltà dai meandri della storia, seppur per caso, è di questo giovane, che stava giocando in un terreno privato dove era in villeggiatura con la sua famiglia. Quando il padre ha visto l’ascia ha subito intuito che non si trattava di un pezzo di pietra come tanti e lo ha consegnato ai carabinieri, i quali hanno dato il via all’iter per le verifiche. Gli scavi sono durati all’incirca dieci giorni, guidata dall’esperta Elena Sorge, in collaborazione con i carabinieri stessi e il Comune. Dopo una prima verifica, gli archeologi fanno risalire tomba e manufatti al periodo eneolitico (3000-2000 a. C.), la cosiddetta Età del Rame. Non è la prima volta che il sottosuolo di Guardistallo dona frammenti di storia di quest’epoca: era già avvenuto all’inizio del Novecento, quando furono scoperti molti reperti, oggi custoditi nel Museo Archeologico di Cecina. Ma, a detta degli esperti, quel che è stato trovato dieci giorni fa non ha uguali. Ascia, punte di frecce e manufatti «sono stati prelevati dagli archeologi per proteggerli dal rischio o di essere deteriorati

dagli agenti atmosferici – spiega Muzzi – e si trovano nella disponibilità della Soprintendenza per sottoporli a ulteriori studi», così da scrivere un’altra pagina millenaria della Bassa Val di Cecina e delle sue antiche origini. (a.lf.-m.m.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA.

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