Quotidiani locali

politica 

Cinque assessori in 4 anni fuori dalla squadra Lippi

Il sindaco si tiene anche la delega al Bilancio dopo le dimissioni di Federico Cartei  Nessun nuovo incarico a breve per riequilibrare lo staff degli amministratori

CECINA. Quattro rimpasti di giunta. Altrettanti anni di mandato amministrativo. Cinque teste cadute. Si mettono in fila i numeri. Ma le operazioni danno più di un risultato. La politica è questo. C’è chi vi trova le combinazioni da giocare sulla ruota del disastro dell’era amministrativa di Samuele Lippi, al suo primo mandato da sindaco di Cecina. Evidenziando il suo piglio decisionista. E chi vi legge dinamiche che sono anche il frutto di frangenti diversi. Alcuni dei protagonisti è sicuro che siano stati invitati, checché se ne dica, ad andarsene. Altri, invece, hanno deciso di salutare. Comunque, vespai di polemiche ogni volta. E più che mai il 30 aprile con l’assessore all’Economia e allo sviluppo economico Federico Cartei che, al termine del consiglio comunale, annuncia il suo addio. Alla base della decisione «motivazioni di natura esclusivamente personale», dice. Il passo sarebbe legato al suo possibile ingresso nel Cda di un istituto di credito. Offerta per sua natura condizionata al calendario che scandisce la vita societaria della banca e che a quanto pare non si concilia con la scadenza dell’incarico in giunta a maggio 2019. All’uscita non seguono rimpasti. Almeno in questa fase, le deleghe passano al sindaco. Competenze che si aggiungono a Sanità, opere pubbliche, polizia municipale, commercio e sport. Anche se si avvale della collaborazione del consigliere Mauro Niccolini allo Sport e dell’incarico a Stefano Fiori per il Commercio. Saluti, abbracci e nessuna aria di crisi. Anzi, Cartei garantisce la sua collaborazione.



La prima volta è stato un terremoto. Le dimissioni di Giamila Carli arrivarono via lettera nell’agosto 2015. L’attuale sindaco di Santa Luce, che per anni ha indicato nel suo curriculum una laurea in legge mai conseguita, era stata la più votata alle amministrative del 2014. Assessore in pectore già al fianco dell’allora candidato a sindaco Lippi fin dai tempi delle primarie. Il divorzio si compie in un’estate in cui gli edifici pubblici mostrano tutta la loro fragilità. C’è il capitolo scuole. I crolli di pignatte nelle aule. E quel piano d’intervento a tappeto deciso dal sindaco e gestito in prima persona: quasi un milione di euro per scongiurare nuovi crolli in tutti e dieci i plessi. Così lo spazio per Carli in giunta sembra essersi fatto troppo stretto, di fatto spogliata di competenze. Ma più che di una responsabilità diretta dell’assessore per i disastri dell’edilizia pubblica a marcare le divisioni è stato il metodo per porvi rimedio.



All’epoca si escluse una dinamica di rapporti di forza nel partito. Ma la sostituzione di Carli con Sabrina Giannini richiese l’intervento dei vertici prima provinciali e poi regionali del Pd. Risultato: Giannini all’Urbanistica e il ruolo di vicesindaco a Giovanni Salvini. A cui si accompagnò il subentro in consiglio Ilaria Cappelli, per le dimissioni della neo assessore, dopo il rifiuto per impegni professionali di Federico Parenti. Le dimissioni del presidente del Pd Stefano Lessi e a distanza di mesi quelle del segretario Filippo Costalli, precedute dall’uscita dal gruppo consiliare di Fabio Stefanini. Il consigliere, entrato in aula in sostituzione di Carli che si dimise per l’incarico in giunta, dall’ottobre di quell’anno si è messo in proprio dando vita a Per Cecina, finendo per stare sui banchi dell’opposizione.



Più tranquillo il rimpasto a marzo 2017. L’uscita per ragioni familiari e di lavoro Paolo Biasci (Turismo e Commercio) e di Caterina Barzi (Protezione civile, Decoro urbano e Manutenzioni). A cui è seguito l’ingresso in giunta di Lia Burgalassi (Politiche sociali, Società della salute e Protezione civile) e del campione iridato Paolo Bettini, con un impegno su misura: Turismo sportivo. Salvo il ritiro di Bettini già a giugno: gli impegni professionali con la sua Sport Pro Ride Srl, una sorta di agenzia di servizi per atleti e aziende che ha sede a Milano, lo tengono lontano da Cecina. E le assenze mal si conciliano con la responsabilità di assessore e soprattutto con la vita della giunta che può deliberare a patto che sia garantito il numero legale. Insomma, le ripetute assenze finivano per ricadere sugli ex colleghi, obbligandoli a non poter mai mancare. Ritiro che ha aperto le porte al coordinatore del Pd cecinese Antonio Giuseppe Costantino. All’ex dirigente socialista e amministratore di lungo corso, iscritto da dicembre 2015 al Pd, le deleghe Turismo, mobilità e trasporto pubblico, agricoltura e ambiente.
 

I COMMENTI DEI LETTORI

TrovaRistorante

a Cecina Rosignano Tutti i ristoranti »

Il mio libro

NARRATIVA, POESIA, FUMETTI, SAGGISTICA

Pubblica il tuo libro