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Neonata morta, la procura nomina gli esperti tecnici

La famiglia della bambina ha presentato un esposto tramite l’avvocato Talini. 19 le persone indagate

CECINA. Se ci sono state delle carenze, sono avvenute a Cecina. È il dubbio impresso nell’esposto presentato dalla famiglia della neonata morta a soli dieci giorni all’ospedale Santa Chiara, che ha portato la Procura pisana ad aprire un fascicolo in cui sono indagati diciannove sanitari tra il presidio pisano e quello cecinese. Le indagini su questo decesso in culla continuano così in attesa dell’esito degli esami di laboratorio in corso dopo l’autopsia, svolta nella tarda mattinata del 6 aprile, per cui il magistrato che segue il caso, Flavia Alemi, ha già conferito l’incarico per la consulenza tecnica (Ctu). Si tratta di un patologo e un neonatologo di Careggi. Un ospedale esterno insomma, proprio perché l’Asl potrebbe risultare interessata nel procedimento.

Una questione che si era già posta poco dopo il decesso della piccola. Al Santa Chiara infatti l’azienda era intenzionata a svolgere un riscontro diagnostico su quel corpicino: una tipologia di esame che mira a ricostruire le cause della morte, anche se in modo meno specifico rispetto a un’autopsia. La proposta però è stata subito bloccata dalla famiglia e dall’avvocato che l’assiste, Marco Talini, vista la possibilità che l’Asl stessa possa essere in qualche modo interessata al caso. Per questo il legale ha chiesto un’autopsia vera e propria, così da poter avere un esame peritale che non fosse svolto direttamente dai sanitari dipendenti dell’Asl. Ecco quindi che la famiglia ha presentato il suo esposto alla Procura di Pisa, luogo del decesso, in modo da dare il via al procedimento. Esposto che mira a risalire ad eventuali carenze nei controlli e nei trattamenti riservati alla neonata. Il pubblico ministero ha deciso di muoversi su

larga scala dopo la presentazione del ricorso, iscrivendo al registro degli indagati tutti quei sanitari che hanno avuto a che fare con la madre prima e con la bambina poi. Risultato: diciannove indagati, quattordici dell’ospedale di Pisa e cinque di quello di Cecina. (al.f.)

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