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Si chiama Costa Etrusca la nuova area associata

Una proposta di legge della Regione Toscana individua macro ambiti  in cui gestire insieme accoglienza e servizi. E unisce Val di Cecina e Val di Cornia 

CECINA. Si chiamerà “Costa degli Etruschi” e non rappresenterà un obbligo per nessuno. Piuttosto, sarà un’occasione per mettersi insieme, per unire forze e strategie in vista di un unico obiettivo: lo sviluppo del sistema turistico. È la base della proposta di legge regionale presentata in commissione per la perimetrazione dei nuovi ambiti turistici in Toscana, intesi come macroaree in cui il settore viene gestito e indirizzato in maniera omogenea. Per la prima volta non è stato tenuto conto dei confini provinciali e nella proposta arrivata in commissione la Bassa Val di Cecina è messa insieme alla Val di Cornia, confermando un collegamento diretto tra le due zone che riguarda anche altre materie, vedi la viabilità o la sanità. Ma se questi piani celano ancora dei dissapori, sul turismo - almeno è l’intento dei proponenti - i Comuni potranno unirsi e gettare le basi per uno sviluppo sincronizzato.

Sono ventisette gli ambiti turistici in cui è stata suddivisa la Toscana nella proposta di legge e il territorio che qui interessa è quella della Costa degli Etruschi, in cui sono compresi i Comuni di Bibbona, Campiglia Marittima, Casale Marittimo, Guardistallo, Castagneto Carducci, Castellina Marittima, Cecina, Montescudaio, Piombino, Riparbella, Rosignano Marittimo, San Vincenzo, Santa Luce, Sassetta e Suvereto. In poche parole si tratta dell’unione della Bassa Val di Cecina con la Val di Cornia, intesa come una sola realtà per quanto riguarda il settore turistico. Ma come detto non comporterà nessun obbligo; semmai un’occasione. «All’interno degli ambiti turistici, ma anche in ambiti confinanti se almeno i due terzi dei Comuni lo vorranno, si potranno gestire in forma associata l’informazione e l’accoglienza turistica sovracomunale – spiega il consigliere regionale Pd Gianni Anselmi - Basteranno una convenzione e l’individuazione di un comune capofila». L’ex sindaco di Piombino è uno dei proponenti della legge insieme al collega grossetano Leonardo Marras e all’assessore regionale competente Stefano Ciuoffo. La proposta ha iniziato così il suo iter, nella speranza che possa diventare una realtà nel giro di breve tempo. «Dopo i passaggi in commissione e in aula – spiega appunto Anselmi - contiamo di mettere a disposizione dei territori, per l’inizio della stagione estiva, uno strumento nuovo e flessibile che valorizzi i territori come prodotto, la capacità delle istituzioni di fare squadra, la qualità dei servizi offerti dalle imprese del sistema turismo toscano». I tempi quindi non sono poi così larghi, soprattutto se si vuole sfruttare l’occasione già per la prossima estate. Uniformare informazione e accoglienza turistica significa, come prevede la normativa regionale, poter armonizzare su un territorio vasto e collegato al suo interno tutta una serie di aspetti, che spaziano dalla tassa di soggiorno all’organizzazione e promozione di eventi.

I Comuni della Bassa Val di Cecina dal canto loro avevano già presentato un loro progetto di ambito territoriale, sostenendo tra l’altro che quella poteva essere l’occasione per armonizzare l’imposta di soggiorno, ad oggi ancora variegata da

comune a comune. Progetto sospeso dagli uffici fiorentini, proprio in vista di questa proposta di legge in cui già si immaginava la sinergia con la Val di Cornia. Ora che l’idea sta andando in porto, la speranza è che il percorso non venga abbandonato.

Alfredo Faetti

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