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Tempi, modi e soldi le risposte in sospeso nel progetto dell’Asl

L’assemblea pubblica sul futuro maxi distretto Valli Etrusche In sala a Donoratico molti addetti ai lavori ma pochi cittadini

CECINA. Si può avere lo stesso atteggiamento pur stando su fronti opposti. Tutti guardinghi. Lo sono i sindaci dei 16 Comuni del maxi distretto Valli Etrusche, al fianco della direttrice generale dell’Azienda sanitaria Toscana Nord ovest Teresa De Lauretis che illustra la proposta di riorganizzazione dei servizi socio-sanitari. Al pari di chi sul progetto esprime più di una riserva e non trova le risposte attese, a cominciare dalla richiesta di realizzare due sale di Emodinamica, una all’ospedale di Cecina e l’altra in quello di Piombino, per cui consegna al tavolo le quasi 5.000 firme raccolte tra i cittadini e già protocollate in Regione Toscana. Tempi, modi e risorse del disegno per di un unico ospedale in rete su due presidi, come per i servizi territoriali, restano da chiarire. Nell’assemblea pubblica di presentazione al cinema Ariston di Donoratico i nodi restano tali. L’impegno è di fare luce con la bozza del Piano di ambito locale (Pal) annunciata per giugno, ovvero il documento di programmazione.

«C’è tutto il tempo per un percorso partecipato per arrivare a una bozza di Pal condivisa – dice il presidente della conferenza dei sindaci Samuele Lippi –. C’è la disponibilità a illustrare la proposta dell’Azienda sanitaria nelle commissioni consiliari e raccogliere valutazioni e proposte per poi arrivare a una bozza da portare nei consigli comunali. Ci sono segnali positivi da concretizzare in atti formali che diano garanzie».

Le voci si sovrappongono in molti passaggi. Alessandro Lucibello Piani dei Movimenti civici della Bassa Val di Cecina bolla il progetto come «una fotografia dell’esistente». I consiglieri comunali del Movimento 5 Stelle Rosanna Farinetti di Cecina e Mario Settino di Rosignano criticano i dati sulla rete dell’infarto e ricordano che «le ambulanze a supporto del trasporto veloce sono una promessa non mantenuta del 2011». Il primo cittadino di Guardistallo Sandro Ceccarelli punta il dito: «L’unico sindaco assente è Giuliano Parodi di Suvereto, che è anche l’unico che ha già chiaccherato sul progetto».

«Segnaliamo ciò che viviamo sulla nostra pelle – dice a nome del Comitato salute pubblica Rosario Improta –. Dalle code al pronto soccorso ai tempi delle liste di attesa. Dal Cup affollato alla mancanza di posti letto e operatori sanitari. Al buco di 140 chilometri per l’Emodinamica». È don Reno Pisaneschi a parlare per il Coordinamento cittadino a difesa dell’ospedale di Cecina. Dalla richiesta dei posti letto perché sotto lo standard del decreto Balduzzi nei due ospedali all’attacco della rete. «Nessuno da Cecina andrà a Piombino a cercare fortuna – dice –. Da due anni non abbiamo avuto risposte sui 14 morti ammazzati in corsia». I sindacalisti Massimo Ferrucci (Fials) critica la messa in rete degli ospedali: «Alcune attività in futuro saranno collocate nell’uno o nell’altro. Nel presente il documento dice che si chiude il punto nascite a Piombino, altrimenti che senso ha chiedere deroghe in un progetto in cui si parla di standard di sicurezza? E ciò a fronte della promessa della sala di Emodinamica». Paolo Camelli della Uil anche a nome dei colleghi di Cgil e Cisl consegna ai sindaci un documento. «Servono atti che risolvano i problemi di oggi. Se lo spostamento del pronto soccorso a Piombino è ancora allo studio l’Emodinamica si farà tra 10 anni». Ci sono i disagi dei disabili per voce dei rappresentanti dell’Associazione Vita indipendente Vincenza Zagaria e Luca Meini. La prima chiede certezze sui tempi del progetto. L’altro mette in luce i disagi anche solo per accedere alle cure in pronto soccorso: «i lettini sono alti e non riesco a salirci da solo, devono intervenire almeno in tre per sollevarmi».

Alla quarta ora di assemblea è la sindaca di Campiglia Rossana Soffritti a dire: «Nessuna proposta costruttiva, si

è solo lanciato il sasso senza restare per ascoltare le risposte». E alla sua critica ad ampio raggio il collega di Piombino Massimo Giuliani: «Proviamo a governare il processo sapendo che possono nascere delle opportunità che permettono di andare oltre a un ospedale di base».

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