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la concertazione

Le mosse delle categorie sul trasloco del mercato

Le assemblee dei soci vagliano la controproposta da presentare in Comune Al centro negozi a posto fisso, misurazioni e nuovo posizionamento dei banchi

CECINA. La Pasqua ha rallentato il confronto, ma non lo ha certo fermato. Il progetto dell’amministrazione di spostare il mercato settimanale nelle vie del centro andrà presto al vaglio dei soci delle associazioni di categoria, pronti a rivederne alcuni contorni partendo da pilastri irrinunciabili per gli addetti ai lavori. L’integrazione banchi-negozi, ad esempio, perché la sinergia che si viene a creare di per sé tra le due realtà non vada persa. Oppure la nuova posizione di determinati banchi, contestate dai titolari delle licenze convinti che si possa creare un mercato di Serie A e di Serie B. Insomma, non mancano gli elementi da mettere insieme in una controproposta da presentare al Comune, che, ben inteso, arriverà.

In attesa che le assemblee dei soci di Confcommercio e Confesercenti esprimano la propria posizione, l’unico dato certo della concertazione è questo: la proposta del Comune così com’è stata presentata non piace alle categorie. Tant’è che poco dopo aver preso in mano le carte e le mappe dai tecnici del municipio, i rappresentati degli ambulanti sono andati con tanto di metro a misurare distanze e incastri della nuova disposizione dei banchi. E qualcosa a parer loro non torna, anche dopo aver ricevuto i chiarimenti richiesti agli uffici amministrativi. «Se lì c’è un albero è inutile dire che sulla carta il banco c’entra sicuro: occorre vedere se quando il mezzo arriva a parcheggiarci c’è davvero lo spazio»: questo il senso di una parte delle contestazioni mosse dalle categorie, per cui apporteranno determinate modifiche alla proposta iniziale.

Altro capitolo poi è la distribuzione dei banchi, in base al genere, studiata così dal Comune: produttori agricoli (venticinque in tutto) in via del Risorgimento e in parte di via Amendola, gli alimentari in piazza della Libertà e banchi extra alimentari (abbigliamento e simili) in piazza Guerrazzi e nelle altre vie del centro che risalgono verso nord. «Così si creerà un mercato di Serie A e di Serie B», disse più di un ambulante a Caffè Tirreno, l’iniziativa organizzata a febbraio dal nostro giornale. Una convinzione ripresa anche nello stilare la controproposta: se oggi il mercato è distribuito in grande maggioranza sulla via Aurelia, trovando lì il suo epicentro, con la nuova ipotetica disposizione il timore è che possa diventare più dispersivo, penalizzando fortemente quei banchi nelle zone più marginali. Altra questione legata alla via Aurelia (e corso Matteotti) è quella della convivenza tra banchi e negozi, dove i secondi, specialmente quelli più distanti dal centro, dipendono anche in maniera decisa dall’appuntamento settimanale del martedì. Interessi che le categorie intendono difendere allo stesso pari di quelli degli ambulanti. «Il trasferimento del mercato interessa oltre duecento aziende, perché queste sono banchi e negozi. E ne va tenuto di conto», confidano dalle associazioni.

La prossima mossa spetta quindi alle categorie. Quando arriverà la controproposta in Comune? Difficile dirlo. Le assemblee dei soci si dovrebbero riunire a giorni, dando il via libera al documento da stilare. Ma

visto che i nuovi ponti, 25 aprile e 1 maggio, non sono poi così distanti, è possibile che ancora siano necessarie alcune settimane. Anche perché, a quanto sembra, il Comune non ha la stessa richiesta di celerità sull’operazione mostrata all’inizio.

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