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«È un traguardo ma serve vigilare»

L’associazione Portatori di pacemaker Bassa Val di Cecina si schiera a favore dell’ipotesi di riorganizzazione dell’Asl

CECINA. L’ipotesi di riorganizzazione dei servizi socio-sanitari delle Valli Etrusche incassa il plauso dell’associazione Portatori di Pacemaker della Bassa Val di Cecina. «Dopo anni di incertezze e disagi per la Cardiologia e in particolar modo per il servizio di Elettrofisiologia – afferma –, leggere che il servizio verrà ripristinato a pieno regime e ampliato con personale medico dedicato, è di 2 giorni fa l’assegnazione di un nuovo medico elettrofisiologo nell’ospedale di Cecina, è un grande traguardo».

Qualche numero: in Bassa Val di Cecina sono oltre 700 i portatori di pacemaker, altre 500 in Val di Cornia e circa 300 sull’isola d’Elba. E ogni anno l’associazione segnala che un 10% in più di persone necessita di uno stimolatore cardiaco. «In questi anni ci siamo battuti a vari livelli per far ripristinare completamente il servizio – sostiene –. Nel 2014 con il pensionamento dell’unico medico elettrofisiologo della zona Sud dell’ex Asl 6, l’attività chirurgica di impianti di pacemaker venne chiusa, con 8 mesi di stop assoluto. Restava solo un minimo di attività ambulatoriale per i controlli del pacemaker». Poi a ottobre di quell’anno «l’attività chirurgica ripartì, anche se ridimensionata». E prosegue: «Accogliamo con molto favore quello che è scritto nel documento di riorganizzazione dei servizi socio-sanitari della nostra zona e un plauso da parte nostra va a tutti i 16 sindaci, a Samuele Lippi alla dirigente De Laurentis e all’assessore regionale Saccardi per aver ascoltato le nostre istanze. Ma adesso chiediamo con fermezza a tutti i sindaci di vigilare attentamente affinché i dirigenti e i tecnici dell’Azienda sanitaria Nord ovest attuino concretamente l’intero programma nei tempi e nei modi concordati».

In tema di Emodinamica l’associazione parla di «un altro importantissimo risultato. Lo studio ha evidenziato con una analisi dettagliata alcune criticità nella rete tempo dipendente individuando i punti deboli e le azioni di miglioramento al fine di dare ai cittadini residenti nel bacino territoriale, un percorso sicuro di qualità e al tempo stesso con minor disagi possibili proprio perché chi abita nella zona sud, abbia le stesse opportunità per prevenire situazioni

infauste o gravi invalidità conseguenti a patologie coronariche acute». Tra i passaggi del progetto condivisi dall’associazione il potenziamento della rete dei defibrillatori pubblici e la previsione della telemedicina per il monitoraggio dei cardiopatici cronici a distanza.

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