Quotidiani locali

Curriculum falso, la sindaca Pd ammette ma si tiene l'incarico

Santa Luce, in consiglio comunale il dibattito dopo che la prima cittadina Carli è stata smascherata: «Chi mi ha votato non lo ha fatto perché ho la laurea»

SANTA LUCE. «È un reato di falso ideologico, lo so perché ho fatto 17 esami alla facoltà di giurisprudenza». La sindaca di Santa Luce Giamila Carli, costretta dall’evidenza dei documenti ad ammettere di aver ritoccato per 29 anni il suo curriculum indicando una laurea in legge che non ha mai conseguito, sbotta e cede alla tensione chiamando le cose con il loro nome. Nel resto del dibattito consiliare, invece, quell’essersi sistematicamente intestata un titolo accademico lo riduce a un «errore», a una «dolorosa vicenda personale». E ancora: «Un peso che ha fatto un danno a me ma non al Comune o ai cittadini». Risultato? Nessun passo indietro. Forte della sua scelta. Dei numeri della maggioranza consiliare. E del sostegno del Pd di Santa Luce.

Un passo indietro. Ha una laurea in Giurisprudenza? «Sì». Dove l’ha conseguita? «A Pisa». È il 12 febbraio. Carli alle nostre domande tiene il punto. Ma qualcosa in quella circostanza si è rotto. E lei lo sa. A distanza di dodici giorni la verità è un’altra. C’è un documento dell’Università di Pisa che squarcia il velo: “Agli atti di questa segreteria non risulta essersi laureata presso questo ateneo”. Alla nostra nuova telefonata la sindaca si fa trovare preparata. «Sì è vero non sono laureata, ma è una storia lunga e complessa – dice Carli –. Non sono riuscita a dire ai miei genitori che non ce la facevo più ad andare avanti. Ho una lettera aperta, tanto sapevo che questa storia sarebbe uscita. Storia che non cambia niente della mia vita politica. Io sono quella che sono».

La lettera. Sul filo di quella lettera aperta la sindaca arringa il consiglio e il pubblico, mai così numeroso. Solo posti in piedi, perfino nel corridoio. «Quel peso mi ha reso più umile e umana – sostiene –. Mi ha insegnato a non giudicare gli altri. E questo serve a chi fa politica perché preserva dall’ubriacatura del potere». A sostenerla in sala ci sono anche il marito e il figlio. «Chi mi ha votato non lo ha fatto perché ho la laurea». Si scomodano lo scrittore Cesare Pavese, il leader comunista Antonio Gramsci. Ma anche una citazione del socialista Pietro Nenni: “A fare a gara a fare i puri, troverai sempre uno più puro che ti epura”. Rivendica il suo coraggio Carli di essersi intestata l’errore, «senza alibi. Quella che sono lo devo anche a questa storia che mi ha forgiato».

La mozione. Ci provano i consiglieri dei due gruppi di minoranza, Santa Luce Democratica con Tania Mariottini e Andrea Marini, Santa Luce Libera con Maja Spikic, ma dalla loro non hanno la forza dei numeri. La mozione in cui si chiede si chiede di far cessare il mandato del sindaco non passa. Insieme per Santa Luce, unico assente Davide Filippi, vota compatto a sostegno di Carli. Federico Giovacchini (Pci) esprime rammarico, ma rilancia: «Quanto di buono fatto finora deve proseguire». La vicesindaca Fiorella Favaro: «Chi l’ha votata non lo ha fatto per la laurea». La consigliera Laura Baroncelli: «Ho conosciuto imbecilli laureati, le capacità sono un’altra cosa». Per Mariottini la misura è colma e ribatte: «Siccome la laurea non serve, allora non serviva neppure scriverla nel curriculum».

L’assessore Patrizio Loprete elenca alcune delle cose realizzate nei 18 mesi dall’amministrazione e sottolinea: «Gli errori si commettono tutti non si può pensare alla politica come a un tritacarne». Il capogruppo di maggioranza Matteo Bertini ammette l’errore di Carli che definisce «indubbio», invita a non fare strumentalizzazioni e chiude: «nessuna ripercussione sulla sua credibilità politica, che si misura per i meriti del suo agire quotidiano». Spikic dai banchi dell’opposizione: «Non si può far finta che non sia accaduto niente, chi amministra deve dare l’esempio e il riferimento è ai valori morali e non alle leggi che caratterizzano una società civile». E chiosa: «Immaginavo che tutto sarebbe andato così. Qui non c’è la capacità di pensare in libertà. Più di vent’anni di bugie sono una vergogna». Apriti

cielo. È ancor di più muro contro muro. Poi c’è il voto. La mozione incassa il favore delle sole opposizioni. Respinta! Ma Santa Luce Democratica per voce di Mariottini ha già annunciato l’intenzione di fare «tutte le necessarie verifiche politiche, amministrative e legali».
 

I COMMENTI DEI LETTORI

TrovaRistorante

a Cecina Rosignano Tutti i ristoranti »

Il mio libro

NARRATIVA, POESIA, FUMETTI, SAGGISTICA

Pubblica il tuo libro