Quotidiani locali

Il volto di Sandra per l’8 Marzo in tv con il Papa

S. Vincenzo, la forza della vita e le carezze di Papa Francesco. La donna malata di Sla protagonista con la figlia e sua madre

SAN VINCENZO. Commozione e qualche lacrima fra il pubblico e gli autori della “Vita in diretta”, giovedì 8 marzo, giorno della Festa della donna durante lo spazio dedicato a tre grandi donne, che con coraggio e determinazione ma soprattutto con amore affrontano la Sla, una terribile malattia che cinque anni fa ha colpito una di loro, la sanvicenzina Sandra Pacchini, 50 anni, ex allenatrice di pallavolo , stravolgendo a tutte il corso della vita.

Nello studio di Raiuno, intervistata da Marco Liorni la più giovane, Martina Mongelli, diciotto anni, figlia di Sandra, ha raccontato di quando appena tredicenne si è trovata faccia a faccia con un dramma più grande di lei e di come, dopo la rabbia e la disperazione iniziale, il legame che la unisce alla madre sia al di sopra di ogni cosa. Un legame che Martina ha sintetizzato pochi giorni fa in una lettera scritta alla sua “guerriera”, postando il messaggio sul profilo facebook. Messaggio che riportiamo qui a lato.

Parole piene di amore che sono state lette durante la trasmissione, facendo venire i lucciconi agli occhi non solo a Sandra, ripresa a casa sua insieme alla madre Loriana (la terza grande donna della famiglia) e alla giornalista della Rai Donatella Cupertino, ma a tutti i presenti in studio.

Si è parlato anche, mostrando una foto di Papa Francesco insieme alla Pacchini e ai volontari della Croce rossa di San Vincenzo che l’hanno accompagnata in Vaticano in occasione dell’udienza privata che il Pontefice le ha concesso il 14 febbraio, realizzando un desiderio che la donna aveva espresso proprio durante una puntata della trasmissione di Raiuno.

E Martina che era presente all’incontro in Vaticano ha raccontato che Sua Santità ha chiesto alla madre di pregare per lui, accarezzandola a lungo con affetto. Momenti indimenticabili che – come ha sottolineato Sandra scrivendo in diretta al computer per ringraziare chi l’ha aiutata a realizzare un sogno che sembrava impossibile – nascono da una serie di articoli del Tirreno, che ha in un certo senso “adottato” la Pacchini scrivendo più volte della sua voglia di vivere anche in un corpo che l’ha abbandonata. Sandra che non ha più la possibilità di parlare o scrivere lo fa con il movimento degli occhi, l’unico

che le è concesso, servendosi di uno speciale apparecchio fornito dall’Azienda sanitaria locale. Nonostante tutto la vita per Sandra ha comunque un senso: lo legge ogni giorno negli occhi di sua figlia Martina, una piccola grande donna che ha ancora tanto bisogno di lei.
 

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