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Lo sport porta gente, bicicletta e trekking le nuove attrattive
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Lo sport porta gente, bicicletta e trekking le nuove attrattive

Aumentano nel Cecinese i visitatori legati alla passione sportiva. Gli alberghi fiutano la tendenza e cercano di organizzarsi

CECINA. Il senso del cambiamento lo dà il rovescio delle telefonate: prima erano gli sportivi a chiamare gli hotel, oggi sono loro a chiamare i vari club e associazioni. Del resto, se vuole destagionalizzarsi, anche il turismo cecinese deve sottostare alla legge secondo cui la domanda fa l’offerta. E la domanda la pongono i gruppi di amici che in qualsiasi mese dell’anno partono dal Veneto, dalla Lombardia, dall’Emilia Romagna per scalare i colli in sella alle loro bici; o per fare trekking tra i sentieri, per andare a cavallo, per praticare una delle molte discipline che in questa zona una naturale connotazione. Una domanda crescente dicono i numeri, a cui la ricettività cecinese nelle sue varie forme ha iniziato a fare la corte.

Che il turismo sportivo sia una risorsa a cui attingere lo dicono tutti: l’Osservatorio sul turismo di destinazione, da poco istituito a Cecina, il Centro Studi sul Turismo di Firenze, lo dice Toscana Promozione Turistica, che mira al brand “Costa Toscana” supportandola anche attraverso «l’organizzazione di eventi sportivi a larga partecipazione, creando sinergia tra le strutture ricettive e sportive del territorio, per offrire agli organizzatori pacchetti unici che comprendano per l’attrazione di eventi sportivi atti a destagionalizzare i flussi turistici». Se qualche anno fa iniziative di questo tipo erano rappresentate dalle squadre professionistiche di ciclismo che venivano qua per la preparazione atletica, oggi la risorsa sono gli amatoriali. Un esempio pratico sul territorio è la Granfondo, la manifestazione che nelle sue quindici edizioni ha portato una media di 1.500 presenze all’anno. «In genere gli alberghi sono chiusi in questo periodo dell’anno e grazie alla Granfondo posso aprire fuori stagione», dicono gli organizzatori. Ma in realtà da quest’anno, in cui la gara è slittata al 22 aprile, c’è qualcosa di più. Fiutando la crescente tendenza, l’agenzia di viaggi Visit Costa degli Etruschi si è attivata per offrire una permanenza a tutto campo, anche oltre i pedali, ai partecipanti e alle famiglie che li seguono. «Abbiamo coinvolto tutte le strutture di Cecina e Marina - dicono dall’agenzia - Il target è quello delle 3 Stelle in base alla disponibilità di ciascuno. Abbiamo due pacchetti, entrambi inclusivi di iscrizione e pernottamento (sabato-domenica): uno è il pacchetto “Mare”, che prevede una gita in barca e un pranzo a base di pesce, l’altro è il pacchetto “Gourmet”, con visita in un’azienda del territorio e degustazione di prodotti tipici”». Un appiglio giusto, dato che alla fine di febbraio (la gara era inizialmente fissata all’11 marzo) erano già più di venti le prenotazioni. Un’offerta che verrà replicata a maggio con la Granfondo mountain bike, pronta a portare in città altre migliaia di persone.

Ma che la tendenza fosse in crescendo era già chiaro gli addetti ai lavori. «Sono anni ormai che gruppi di amici, specialmente del Nord, ci contattano per trovare un albergo e organizzare un fine settimana qua a Cecina», spiega Daniele Gronchi, presidente del Mtb Club di Cecina. «Noi del resto facciamo lo stesso». Un circolo, quello della mountain bike, che fino ad oggi si è alimentato da solo, con il passaparola tra gli appassionati. Oggi però anche gli alberghi vogliono entrarci. «Fino a qualche anno fa non ci consideravano, oggi invece sono gli hotel a chiamare noi per proporsi», spiega Gronchi, che certo non è passivo nell’organizzare eventi, come dimostra l’accordo con l’Itc per un’iniziativa tra ciclismo e prodotti tipici. Ma anche i Comuni stanno cercando di adattarsi al turista sportivo: a Bibbona, ad esempio, l’amministrazione ha dato il via alla cartellonistica dei sentieri nella macchia della Magona, non solo per i ciclisti ma anche per gli appassionati di trekking, per la grande maggioranza stranieri che fanno

le loro vacanze in Italia tra aprile e maggio. Fuori stagione insomma. «Sono segnali importanti, perché lo sport non conosce stagioni - conclude Gronchi – Ma non conosce neanche confini: quindi sarà importante che i Comuni riescano a fare sistema».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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