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Nuova rete dell’infarto, ancora nessuna proposta

È atteso entro febbraio un tavolo con Regione e Asl, ma la convocazione non c’è Forze politiche e comitati insorgono: «Manca un progetto per le emergenze»

CECINA. I comitati sono furiosi. Le forze politiche d’opposizione chiedono ufficialmente di parlarne in consiglio comunale. I sindaci e la neonata Società della Salute Valli Etrusche attendono. Ma dalla Regione Toscana e dall’Asl Nord Ovest nessuno batte un colpo. Eppure sono proprio questi ultimi due a fare il prossimo passo, dato che a dicembre hanno garantito che entro febbraio avrebbero portato sul tavolo la proposta di una riorganizzazione dell’offerta ospedaliera di Cecina e Piombino, in cui far rientrare anche un nuovo sguardo sulla rete dell’infarto. Ma ad oggi, a poco più di due settimane all’appuntamento, tutto tace.

Sarà proprio per questo che vari attori sono tornati sulla scena a chiedere informazioni. Lo ha fatto il Comitato di Salute Pubblica, che nei giorni scorsi ha diramato, con l’ausilio del medico cardiologo Claudio Marabotti, un documento con tanto di mappe (riportate a lato, ndr) per ribadire l’esigenza di due nuove sale di emodinamica: una a Cecina e l’altra a Piombino. «Chi viene colpito da infarto in Bassa Val di Cecina o in Val di Cornia deve essere trasferito a Livorno - le parole sul documento - Sono trasferimenti lunghi, da 43 fino a 85 minuti, che influenzano negativamente la prognosi degli sfortunati pazienti colpiti dall’infarto». Ventiquattr’ore dopo è arrivata la politica con un ordine del giorno presentato dal capogruppo di Cecina civica Pamela Tovani per riportare la discussione sulla rete dell’infarto in consiglio. E ieri è stato il turno del Coordinamento dell’ospedale di Cecina, che allarga il raggio e se la prende direttamente con il sindaco Samuele Lippi. «In 15 anni non abbiamo visto né lo studio di fattibilità dell’emodinamica, né un progetto di emergenza per gli infartuati, né una progetto per la risoluzione delle gravi problematiche dell’ospedale, né il piano sanitario attuativo locale - dice il Coordinamento - Eppure nella Conferenza dei Sindaci del 16 agosto 2017, il sindaco Lippi s’impegnò a far programmare uno studio sulla fattibilità di una sala di emodinamica, mentre Teresa De Lauretis, dirigente Asl Nord Ovest, s’impegnò alla redazione del Piano Sanitario Locale entro settembre 2017 in modo da inserirvi lo studio sull’emodinamica e la risoluzione di alcune gravi carenze sanitarie locali». Impegni seguiti a vari pronunciamenti istituzionali che ad oggi non hanno portato a nulla. «Vogliamo sapere la verità sull’emodinamica - dice il Coordinamento - A questo punto chiediamo al sindaco di spiegare pubblicamente cosa è successo in tutti questi mesi».

Una svolta è attesa entro la fine di questo mese, almeno stando agli impegni presi il 22 dicembre scorso in Regione, quando l’Asl ha fatto intendere che in Bassa Val di Cecina per quanto riguarda la rete dell’infarto il contesto non può ritenersi emergenziale, sottolineando invece che occorre promuovere buoni metodi di assistenza, come quella di chiamare i soccorsi quando si accusa un malore anziché recarsi al Pronto Soccorso. Ma in quella

stessa occasione, Regione e Asl hanno anche garantito che avrebbero presentato una proposta di riorganizzazione dell’offerta ospedaliera, su richiesta degli stessi sindaci. Proposta di cui, per quanto se ne parli, al momento non c’è traccia.

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