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L’ex Villaggio Francese finito nel degrado - Foto

La struttura legata all’operazione porto dopo più di un anno di abbandono consegnata al gestore

CECINA. Un cumulo di detriti e rifiuti. Il tetto crollato. Le fondazioni in cemento scalzate e rovinate dall’urto delle mareggiate. La recinzione sulla spiaggia che non c’è più per lunghi tratti. L’ex Villaggio Francese visto dalla battigia è una realtà in completo degrado. Risultato dell’abbandono che è seguito alla stagione turistica 2016. A dicembre di quell’anno il Ministero delle Politiche agricole ha chiuso il bando per la gestione dell’area pinetata – 7 ettari fronte mare, 300 bungalo ...

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CECINA. Un cumulo di detriti e rifiuti. Il tetto crollato. Le fondazioni in cemento scalzate e rovinate dall’urto delle mareggiate. La recinzione sulla spiaggia che non c’è più per lunghi tratti. L’ex Villaggio Francese visto dalla battigia è una realtà in completo degrado. Risultato dell’abbandono che è seguito alla stagione turistica 2016. A dicembre di quell’anno il Ministero delle Politiche agricole ha chiuso il bando per la gestione dell’area pinetata – 7 ettari fronte mare, 300 bungalow per una capacità ricettiva di 600 ospiti e altre strutture di servizio – con l’assegnazione alla Sandy Beach Srl. La società veicolo che è parte della complessa operazione di sviluppo del comparto immobiliare del porto turistico che fa capo alla cordata di imprenditori russi e americani riuniti sotto il cappello della Peverell Holdings Limited.

L’ex villaggio finito nel degrado

Le strutture dell’ex villaggio restituiscono l’immagine da un’altra prospettiva dello stallo in cui versa questo spicchio di territorio. Il porto che è un cantiere fermo da un paio di anni, le attese opere di messa in sicurezza idraulica. Eppure le incertezze in parte da sciogliere sull’operazione che promette di rilanciare e portare a compimento il porto viste da qui mettono in luce anche dell’altro. La gara per l’affidamento della gestione del campeggio di è chiusa a dicembre 2016. Eppure la consegna da parte del Ministero ai rappresentanti della società Sandy Beach è avvenuta solo da una settimana, l’1 febbraio. Una consegna dei luoghi nello stato di fatto, danni delle mareggiate compresi. «In attesa che il progetto di riqualificazione del villaggio sia approvato non possiamo toccare niente», affermano dalla Sandy Beach, società con sede a Roma che è riconducibile alla famiglia grossetana Piccionetti. L’unico intervento a breve è una nuova recinzione per delimitare l’area e scongiurare pericoli. Mentre il futuro dello storico campeggio è ancora da scrivere. Quel che è certo dovrebbe diventare parte delle strutture a supporto dell’operazione che guarda al lusso sul porto turistico. A ridosso delle banchine con un corpo principale per albergo e centro benessere con vista sulla darsena nuova e chalet, tutti a destinazione turistico ricettiva. Ma è una certezza che vacilla di fronte a un quadro tutt’altro che certo. L’operazione del comparto immobiliare portuale è in stallo. La condizione che ha posto il Comune di Cecina per procedere all’esame dei progetti è che le fideiussioni previste dalla convenzione tra l’ente e la Porto Spa, a garanzia delle opere di messa in sicurezza idraulica per oltre 6 milioni di euro, siano depositate e verificate. E quest’ultimo passaggio è ancora in fase di definizione.

Insomma, se è certa la gestione del campeggio per i prossimi 19 anni come verrà riqualificato dipende molto da ciò che potrà essere realizzato nell’area portuale. Le due operazioni sono legate a doppio filo. E la stima è che serviranno almeno due anni prima che l’ex villaggio possa riaprire i battenti. Dal passaggio di consegne della struttura la Sandy Beach, che nel frattempo ha iniziato a pagare le rate del canone al Ministero, ha sei mesi di tempo per presentare il progetto di ristrutturazione del villaggio. Operazione che comporta di farsi carico di riqualificare l’area fronte mare con interventi di protezione, ripascimento e la realizzazione della fascia dunale asportata dall’erosione.