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Esposto al museo di Calci lo scheletro dello zifio

CASTAGNETO CARDUCCI. Sull’accaduto restano ancora delle ombre. Eppure il grosso cetaceo spiaggiato il 22 dicembre sulla spiaggia tra Castagneto Carducci e San Vincenzo (nella foto) potrà continuare a...

CASTAGNETO CARDUCCI. Sull’accaduto restano ancora delle ombre. Eppure il grosso cetaceo spiaggiato il 22 dicembre sulla spiaggia tra Castagneto Carducci e San Vincenzo (nella foto) potrà continuare a far parlare di sé. E non solo gli studiosi. Lo scheletro dello Ziphius cavirostris, o più comunemente “zifio”, è stato recuperato dal Museo di Storia naturale dell’Università di Pisa a Calci, dove sarà esposto. A fargli guadagnare spazio nelle sale museali l’appartenenza a una specie rara di “deep diver” e il suo perfetto stato di conservazione. Un maschio lungo 5, 38 metri e del peso di circa 38 quintali.

Lo zifio è un cetaceo presente nel Mediterraneo ma che si avvista difficilmente, in quanto sembra prediligere aree di grande profondità con canyon e rilievi sottomarini come per esempio le aree di scarpata continentale del mar Ligure occidentale e del Tirreno. Uno spiaggiamento eccezionale quindi quello avvenuto sulle coste toscane. Dal 1986 questo è il settimo caso censito. Al punto che nell’occasione è intervenuta anche la task force nazionale nata dalla collaborazione fra Ministero dell’ambiente e l’Università di Padova per gestire le emergenze connesse agli spiaggiamenti di grandi cetacei, ovvero maggiori di 5 metri di lunghezza. I veterinari dell’Università di Padova e dell’Istituto zooprofilattico Lazio e Toscana, sezione di Pisa, hanno condotto una necroscopia accurata sul cetaceo con campionamento di tutti gli organi e tessuti. L’università di Siena si è occupata dei campionamenti per le successive indagini ecotossicologiche. Mentre Arpat ha coordinato le operazioni di recupero e la trasmissione delle informazioni alla Banca dati nazionale spiaggiamenti, per conto dell’Osservatorio toscano biodiversità della Regione Toscana.

Il 22 dicembre scorso ad avvistare l’animale, ancora nell’acqua ad alcuni metri dalla battigia, è stato un cittadino che passeggiava sulla spiaggia. A lui si deve la segnalazione alla capitaneria di porto. Il cetaceo sembrava ancora vivo e in una prima fase si era pensato di poterlo rimorchiare a largo. Ma all’arrivo del personale Arpat venne constatato il decesso del cetaceo. Sul posto per i recupero anche i sommozzatori del porto di Piombino.

Le indagini veterinarie sono ancora in corso ma si può intanto anticipare che lo zifio era un soggetto adulto, magro
e molto debilitato da una grave parassitosi che aveva compromesso le funzioni cardiocircolatorie e gastro-enteriche con danni alle arterie degli stomaci e del pancreas. Ulteriori analisi sono in corso per capire eventuali altri fattori che possano aver concorso alla morte dell’esemplare.

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