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Museo sensoriale del vino: 10.000 presenze in 7 mesi
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Museo sensoriale del vino: 10.000 presenze in 7 mesi

Castagneto Carducci, il primo bilancio della struttura inaugurata a giugno 2017 Malenotti: «Il progetto riscuote successo alle fiere del turismo a cui partecipiamo»

CASTAGNETO CARDUCCI . Un network tutto italiano rivolto al turismo enogastronomico mondiale. È quanto promosso dall’imprenditore romano Franco Malenotti a partire dalla Wine Town e Museo del vino di Bolgheri. Inaugurata lo scorso giugno è situata all’interno di un’antica fattoria, il Casone Ugolino, ex proprietà della famiglia Della Gherardesca. Il “Musem”, Museo sensoriale e multimediale del vino si presenta come una esperienza sensoriale, un percorso emozionale attraverso la storia, dagli Etruschi, ai Romani, al Medioevo, all’Ottocento, fino ad arrivare ai giorni nostri, curato dal professor Attilio Scienza. Sono circa 10.000 le presenze registrate dall’apertura, di cui oltre 1.000 durante i giorni delle feste natalizie.

«Il progetto Wine town italiano – spiega Malenotti – l’unico nel nostro paese, sta prendendo sempre più forma e riscuote molto successo alle fiere del turismo a cui partecipiamo, presto andremo a Berlino. Grazie al grande lavoro di promozione stiamo coinvolgendo le agenzie internazionali di incoming e solo per il 2018 sono previsti altri 50.000 visitatori». Fanno parte del circuito oltre a Bolgheri, Wimu Barolo, Casa del Chianti Classico, quella in costruzione a Venezia, Cantine Lungarotti. Una sorta di percorso di conoscenza della cultura del vino nelle maggiori zone di produzione italiana.

«Le Wine town – continua Malenotti – vogliono promuovere la cultura del vino con eventi, corsi e scuole dedicate agli appassionati e specialmente ai giovani interessati a iniziare un’attività lavorativa nel settore. Oggi si presentano anche come grandi attrazioni turistiche, dedicate al pubblico di eccellenza del circuito enogastronomico». Che aggiunge: «Vere e proprie città dedicate al vino, alla sua cultura e alle sue lavorazioni e ai suoi produttori, che contribuiscono a valorizzare anche gli altri prodotti tipici ed enogastronomici del territorio e tutte le attività turistiche connesse, generando opportunità di lavoro e di sviluppo sostenibile».

Altri esempi nel mondo sono a Bordeaux con “La Cité Du Vin”, un parco a tema che offre uno spettacolare viaggio intorno al mondo del vino, attraversando trasversalmente età e culture differenti. Il Wimu in provincia di Cuneo, è stato aperto nel 2010 nel Castello comunale Falletti di Barolo, in cui un percorso di luci e suoni accompagna il visitatore fra le varie sale che raccontano il vino in ogni sua sfaccettatura.

In arrivo, in Veneto, la “Venice Wine Town” , ambizioso progetto in fase di realizzazione. E ancora in Portogallo con il grande “Museo do Vinho do Porto” all’interno di una costruzione del XVII secolo, sulla West coast degli Stati Uniti, in Napa Valley, si trova il Castello di Amorosa, il progetto seguito e curato da Dario Sattui, vinaio italo-americano di quarta generazione.
Altre grandi wine town si trovano in Messico, dove nel 2014 è stato inaugurato il “Museo de la vid y del vino”, e in Cina, sede dello straordinario “Yanging Grape Exhibition Garden”, avveniristica struttura progettata dallo studio fiorentino Archea.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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