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Caos alla partita di basket: bidone in campo e tifosi scatenati, c’è la condanna

San Vincenzo, in tribuna la sottosegretaria Velo: «Il bidone lanciato con i ragazzi ancora in campo»

SAN VINCENZO. La presidente dell’Arcidosso Basket si scusa, la giustizia sportiva farà il suo corso, eccetera. All’indomani del grave fatto accaduto sabato 6 gennaio al palazzetto Lauro Giovani di San Vincenzo, in cui durante un incontro del campionato under 15 regionale di basket tra San Vincenzo e Arcidosso un sostenitore della squadra ospite, a fine gara, ha lanciato un bidone della spazzatura in campo, tutti condannano il gesto, ossia l’azione più evidente e pericolosa successa. Ma il problema resta e si ripete ormai da anni in molti parquet d’Italia, con arbitri di 12, 13, 15 o 17 anni - come l’età di chi ha arbitrato la partita in oggetto - minacciati dai genitori per un fischio non condiviso, o con allenatori (ossia educatori) che fomentano l’odio verso l’arbitro, visto come un nemico qualunque età abbia, anziché come parte essenziale e necessaria dello sport in campo.

La sottosegretaria all’Ambiente Silvia Velo a San Vincenzo era in tribuna a veder giocare il proprio figlio con la maglia della squadra di casa. «È stato un gesto brutto – dice Velo –. Nessuno è stato colpito, ma il bidone è stato lanciato quando i ragazzi erano ancora in campo». Che prosegue: «Condotte incivili che sono un brutto esempio per i ragazzi i quali si sono comportati meglio dei loro genitori. Spero che quanto accaduto faccia riflettere chi ha commesso quel gesto». Il gesto, così come le decine di altri accaduti in tutta Italia negli ultimi anni sui parquet della pallacanestro giovanile e anche infantile, dovrebbe piuttosto far riflettere gli organi federali e tutto il mondo sportivo: perché chi ha commesso il gesto potrà pure riflettere, ma il problema si ripresenterà con altri che scaricheranno le loro frustrazioni quotidiane sui figli e sullo sport. Dalla società San Vincenzo Basket arriva una ferma condanna del gesto e la constatazione che «fatti come quello del 6 gennaio purtroppo accadono, sono il frutto di un individuo che niente ha a che fare con noi e molto poco anche con l’altra società nostra ospite». Il San Vincenzo Basket afferma poi che la presidente dell’Arcidosso si è scusata del gesto e che la giustizia sportiva «sta già facendo il suo corso».

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Quando la giustizia sportiva avrà fatto il suo corso, come cambieranno le cose? Quanti arbitri o miniarbitri, così come in questi anni, rinunceranno ad arbitrare le partite o saranno condizionati nei fischi dal clima loro intorno? Quanti genitori staranno tranquilli sugli spalti a veder giocare il proprio figlio senza sentire altri che lo offendono? E, nel caso in esame, che dire degli altri venti genitori circa che il bidone non l’hanno lanciato ma che hanno offeso l’arbitro e i ragazzi avversari dei loro figli praticamente per 40 minuti? Il problema va ben oltre il basket e lo sport. Il degrado cui va incontro anche il basket giovanile e infantile, così come il calcio, sia di carattere culturale e sociale, ossia molto più profondo del gesto singolo avvenuto in un clima rovente di offese ed urla da parte di molti sostenitori della squadra ospite, che, davanti al lancio del bidone, sono passate in cavalleria. Mentre altri, chissà dove e come, si stanno in questo istante apprestando ad emulare tali gesti che magari verranno compiuti nel silenzio mediatico e indirizzati al definitivo, rapido oblio.
 

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