Quotidiani locali

ambiente

Un insetto fa seccare i pini della Mazzanta e non si può fermare 

Tronchi a terra e sentieri deviati per effetto della cocciniglia. La Forestale tampona i danni: «Assecondiamo la natura»
ROSIGNANO MARITTIMA. Cinque ettari di pineta, dalla Mazzanta al “Tesorino”, da mesi ormai soffrono la presenza di una cocciniglia dal nome particolare e dagli effetti ben visibili. Il “matsucoccus”, un insetto che attacca la parte viva della corteccia succhiandone la linfa, indebolendo il pino fino a esporlo agli attacchi di insetti secondari, che lo seccano del tutto. È sufficiente passeggiare nella pineta per notare la presenza e gli effetti dell’insetto sul pino marittimo, l’unica tipologia che viene sistematicamente attaccata.
 
Tronchi a terra che in diversi casi bloccano il percorso dedicato ai tanti fruitori della pineta, rami caduti e alberi ormai secchi in attesa di finire a terra. Diversi sono i «sentieri che abbiamo chiuso a seguito della moria di pini, la maggior parte secchi – spiega il Comandante della Forestale, Massimo Celati – ma ancora in piedi. Si tratta di un processo che abbiamo verificato l’anno scorso, quando ormai era troppo tardi intervenire».
 
La Pineta della Mazzanta
La Pineta della Mazzanta
 
La fascia interessata dalla presenza dell’insetto è quella compresa tra i pini domestici e il mare, dove negli anni scorsi erano stati piantati i pini marittimi a formare una protezione, ruolo che ora è venuto meno. Una riserva naturale dove non è possibile intervenire con nessun tipo di trattamento in quanto protetta e l’unica soluzione al problema resta l’abbattimento. «Sono diversi quelli che abbiamo già abbattuto lungo le strade aperte, però si tratta di un intervento oneroso dal punto di vista economico, considerato inoltre che contiamo che cadranno da soli nel giro di due o tre anni. D’altronde, siamo all’interno di un bosco e va mantenuto l’ecosistema interno». 
 
Un bosco che, oltre al pino marittimo, vittima dell’azione infestante del “matsucoccus”, è abitato dal pino domestico e d’aleppo, entrambi immuni al parassita particolarmente diffuso in Liguria e Toscana, anche se esposti all’azione di altri insetti, come ad esempio il blastofago, un insetto che, tuttavia, provoca effetti gestibili dal punto di vista ambientale. Nessuno scampo, invece, per i pini marittimi.
 
L’unico rimedio al “matsucoccus” sembra essere il tempo, «anche se quest’anno ho intenzione di chiedere dei finanziamenti proprio per i problemi di natura fitosanitaria presenti con i quali – spiega Celati – realizzare un’altra strada a contatto con la pineta di pini domestici, con accesso antincendio. Al momento non possiamo che assecondare la natura ed aspettare che faccia il suo corso. Essendo riserva abbiamo deciso di non fare tagli a raso, asportare e poi rimboscare perché troppo impattante. Abbiamo, dunque, deviato i percorsi che presentano tronchi a terra, modificato la segnaletica, garantendo la sicurezza dei fruitori e assicurando comunque il tragitto. Ora si tratta di sostituire i marittimi con altre specie arboree: il bosco, gradualmente, si sostituirà andando a prendere il posto del pino marittimo ormai secco in maniera del tutto naturale. Il nostro compito è proprio questo, quello di gestire queste riserve considerando l’aspetto naturalistico ed è per questo che gli alberi a terra e quelli in piedi morti spesso vengono lasciati dove si trovano, importanti perché assicurano la sopravvivenza di altri insetti che si nutrono di legno morto». 

I COMMENTI DEI LETTORI

TrovaRistorante

a Cecina Rosignano Tutti i ristoranti »

Il mio libro

NARRATIVA, POESIA, FUMETTI, SAGGISTICA

Pubblica il tuo libro