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La guida del bosco, come creare un’attività col passa parola

L’idea di Maria Consiglio, che ha fatto della sua passione un lavoro vero e proprio

Camminare è un’arte e una medicina. Si dice che camminando i cattivi pensieri si sciolgano al ritmo dei muscoli ossigenati dal sangue. Camminare è meditazione e sport. 10mila passi sono raccomandati per mantenere la forma fisica. Maria Odilia Consiglio del cammino ha fatto la sua professione. Si è inventata un’attività, precorrendo i tempi e le mode. 44 anni, una laurea in Scienze naturali all’Università di Pisa, Maria vive a Guardistallo col marito ingegnere e i due figli di 8 e 11 anni. Esattamente la sua professione si definisce guida ambientale escursionistica. C’è un albo professionale, l’Aigae (Associazione italiana guide ambientali escursionistiche) che certifica il “bollino” di chi organizza gite ed escursioni. Una passione, quella di Maria, che è maturata negli anni, fino a diventare un lavoro. Un’attività in proprio che lei gestisce tramite Facebook (ha un gruppo che si chiama Odi a piedi, giocando sul suo nome): il passaparola tradizionale si affianca al mezzo social. Con una mailing list che ormai annovera migliaia di persone. E così, in pochi anni, si è costituito un gruppo di camminatori o meglio di camminatrici, perché sono soprattutto le donne ad amare l’escursione by foot. Età e professione variano, ma in media si parla di persone over 60, di cultura medio alta. Pensionate, ma non solo. C’è chi ama l’escursione post-prandiale, ma sono sempre una ventina di chilometri, chi le gite giornaliere, chi escursioni più complesse che uniscono arte, storia e natura nel segno del trekking. Si fanno anche percorsi con guide teatrali. In lingua italiana, inglese e francese. Unico rammarico: le condizioni non sempre ottimali della sentieristica.

Maria Consiglio, ci racconta com’è nata questa sua attività?

«Dopo la laurea nel ’99 con una tesi sul parco di San Rossore, ho seguito un corso di 800 euro per guida ambientale escursionistica promosso dalla Comunità europea, Un docente, il professor Luca Antongiovanni, mi incoraggiò a formare una cooperativa con un gruppo di ragazze. Fondammo la coop Viaggio antico, con sede a Volterra, e cominciammo a lavorare con le scuole su progetti educativi. Poi, nel 2003, un’agenzia di Modena che lavorava con tour operator francesi precursori dei viaggi a piedi nel mondo, mi propose di organizzare un’escursione di una settimana in Val d’Orcia».

È stato quello il battesimo sul campo?

«Sì, è stata un’esperienza tosta: un’intera settimana con un gruppo di turisti colti e appassionati con cui dovevo relazionarmi continuamente, parlando solo in francese. Per fortuna amo il francese. Una volta rotto il ghiaccio ho capito che era quello che volevo fare».

Dalla Calabria alla Toscana, sempre in un borgo di collina. Un destino?

«È curioso. Nel 2004 io e mio marito cercavamo una casa a mezza strada fra Pisa e Volterra e ci siamo stabiliti a Guardistallo. Ci siamo trovati bene e ci siamo rimasti».

Come concilia i figli piccoli con le escursioni?

«Con un’attenta organizzazione familiare. Dopo la nascita dei miei figli ho lasciato la cooperativa e mi sono messa in proprio. Finché erano piccoli mi limitavo a escursioni brevi. Adesso faccio anche cose più impegnative, con gite anche di più giorni, che organizzo nei minimi dettagli con un’escursione preventiva e tanto studio. È l’esplorazione la parte che preferisco».

È cambiato l’approccio verso il cammino e verso l’ambiente degli italiani?

«Il 2016 è stato l’anno del cammino. Quando ho cominciato erano soprattutto gli stranieri, o i turisti e proprietari di seconde case a partecipare, adesso c’è anche un bel gruppo locale che cammina. Tante sono donne. E mi arrivano richieste da tutta Italia, per Siena, San Gimignano, Volterra, la Val di Cecina... I più restii sono i cecinesi».

Quale cammino vorrebbe fare? Santiago di Compostela?

«Sì, quello è il classico. Mi piacerebbe anche esplorare da sola un’isola».

Secondo lei camminare è diventato una moda?

«Penso che il boom sia legato all’esigenza di riappropriarsi del contatto con la natura. Perché camminare è liberatorio, fa stare meglio.
Crea amicizie e interazioni con l’ambiente».

Quali consigli darebbe a un neofita che voglia avvicinarsi al cammino?

«Cominciare con dei percorsi brevi, non troppo impegnativi. E nel periodo primaverile. Poi, scarpe giuste e via...»

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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