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«Grande acume politico e coraggio da vendere»

Lacrime e incredulità degli amici e dei colleghi di partito di Rosignano «Fin da giovanissimo sapeva affrontare il pubblico, e faceva sintesi perfette»

ROSIGNANO. «A quel tempo ci voleva coraggio. E Altero è sempre stato coraggioso, fin da ragazzo non aveva paura di affrontare i comizi, di confrontarsi con le persone». Luciano Fontanelli, oggi 91enne, ha conosciuto l’ex ministro quando era un ragazzino, all’inizio della sua avventura politica. E ne ricorda gli aspetti umani, oltre che la carriera che lo ha portato fino a palazzo Madama. «Ci siamo incontrati nella sede dell’Msi - racconta - qui in via San Martino a Rosignano Marittimo, e poi nella sede di Cecina. Altero era giovanissimo, insieme costruivamo i palchi che poi servivano per i comizi. Ricordo una volta, durante un incontro pubblico con Almirante e Niccolai a Livorno, Altero fu picchiato e gli spezzarono anche un braccio. Ma ripeto, lui non si arrendeva, era coraggioso». Matteoli era nato a Cecina, dove ha vissuto il fratello minore Aldo fino alla morte, avvenuta nell’estate del 2011. E dove tuttora vive la sorella Alma. Si è trasferito a Castiglioncello, in via dei Macchiaioli, dove ha vissuto con la prima moglie Paola Pelosini ed i figli Federica e Federico. Nel 1988 il trasferimento a Rosignano Solvay, in via Buccari, dove è rimasto fino alla fine degli anni Novanta, quando si è separato, trasferendosi nella villa alle porte di Casale Marittimo, dove da anni tornava per le vacanze estive e nei fine settimana. A Rosignano “l’impronta” di Matteoli è rimasta indelebile, non solo in chi condivideva il suo credo politico. «Mi tremano le gambe - racconta Piergiorgio Vannozzi, ex consigliere comunale di Forza Italia - da quando ho saputo cosa è successo, per me Altero era come il fratello maggiore che non ho mai avuto. C’era amicizia, indipendentemente dalla politica. Per circa vent’anni abbiamo avuto l’ombrellone accanto ai bagni Miramare a Castiglioncello».

Anche Lamberto Silvestri, in consiglio comunale dal ’90 al ’95, ricorda con grande affetto il senatore Matteoli. E ne sottolinea le innate doti politiche. «Aveva un grande acume - spiega -, riusciva a sintetizzare molto bene, ascoltava e con due parole faceva il quadro di una situazione». Silvestri ricorda il cursus honorum che l’ex ministro aveva conquistato in ambito politico. «Da segretario della sezione di Cecina - racconta - era passato a quella di Livorno, per poi candidarsi ed entrare in Parlamento. È stato lui a propormi la candidatura in consiglio comunale nel ’90. E non dimentichiamo che è stato uno dei
fautori della svolta dal Msi ad Alleanza nazionale». La notizia della scomparsa di Matteoli ha lasciato senza parole la comunità. «L’ultima volta che l’ho visto - termina Vannozzi - è stato a un ritrovo di amici alcuni mesi fa, per una cena di cacciagione»

Anna Cecchini

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