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Allarme per dire stop ai bimbi lasciati in auto: ecco come funziona

Partito il progetto “Ok, ci sei!” negli asili Mammolo e Mio nido di Rosignano

ROSIGNANO. Il figlio in braccio, imbacuccato con sciarpa e cappello viste le temperature gelide, e nell’altra mano una tesserina magnetica. Mamme e papà dei bambini iscritti ai due asili nido Mammolo e Mio nido, ambedue gestiti dalla cooperativa Contesto infanzia anche se il primo è comunale mentre l’altro privato ma convenzionato, lunedì mattina hanno “strisciato” per la prima volta il badge. Un gesto meccanico, che loro stessi, o chi accompagnerà i loro figli a scuola, dovranno fare ogni mattina. Visto che l’utilizzo corretto di quel tesserino meccanico (chiamato tag) permetterà la certezze di aver consegnato i bambini al nido. Una tecnologia semplice, il cui obiettivo è quello di evitare che i piccoli siano lasciati nelle auto.

Ha preso il via il progetto “Ok, ci sei!”, nato grazie all’associazione “Gaia Onida”, sorta a Vada per volontà dei genitori di una piccola che nel luglio del 2016 hanno vissuto questo dramma. Nelle scorse settimane le famiglie dei 71 piccoli iscritti all’interno delle due strutture educative (54 al Mammolo e 17 al Mio nido) sono stati riuniti per avere una spiegazione del progetto. Poi hanno ricevuto tre tessere ciascuno, in modo che possano tenerla i genitori, i nonni e magari qualche baby sitter che si occupa di portare i piccoli a scuola. Il tag, che chi accompagna i bambini deve avvicinare a una sorta di palmare sistemato all’ingresso degli asili nido, è collegato al software “Ok ci sei!”, ideato dall’azienda Inaz. In pratica, prima delle 10 di ogni mattina, dal database dei bambini iscritti vengono spuntati i nomi di quelli i cui familiari hanno “timbrato”. A quel punto il software riconosce i nomi degli assenti e comincia a inviare messaggi sul telefono dei genitori e anche email, così da avvertirli di un possibile pericolo. In questa maniera una eventuale dimenticanza in auto non rischierà più di divenire una tragedia.

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Lunedì mattina, l’avvio ufficiale del progetto. Che le famiglie dei piccoli alunni spiegano essere utile. «È vero che un genitore o un nonno - dice Giorgio Polidori, che ha appena accompagnato il nipote al Mammolo - sa di aver consegnato i piccoli a scuola, ma un sistema di sicurezza in più è certamente positivo. È una garanzia». Giudizio positivo anche da parte di Manuel Quintavalle, che quando esce dal cancello del nido ha ancora in mano la tag con la stampa del logo “Ok, ci sei!”. «È molto utile - dice - perché nella gestione di bambini piccoli la stanchezza è sempre in agguato, qualche volta sembra di perdere il senso dell’orientamento. E questo sistema garantisce un controllo in più». Anche Mirco Tarchi, che con la moglie ha appena lasciato al nido i loro gemellini, si dice più tranquillo: «È un progetto buono, che fornisce una sicurezza maggiore». Gli fa eco un’altra mamma, Angela La Mela, che spiega come «il dispositivo può dare più tranquillità alle famiglie». Per non parlare dell’utilità di avere una mappatura precisa delle persone presenti all’interno degli asili in caso di emergenze. «Ciò permette - conclude Federico Giardini, dell’associazione Gaia Onida - di poter velocizzare eventuali procedure in caso di allerta meteo o problemi affini».
 

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