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Cura dell'infarto, raccolta di firme per una sala di emodinamica

I promotori: troppi 126 minuti per un intervento completo, passando dal Pronto Soccorso. Ecco dove sono presenti i moduli della petizione

CECINA. «Abbiamo una sola vita, possiamo allungarla firmando».
E’ lo slogan con il quale inizia la campagna di raccolta di firme per chiedere sale di emodinamica per gli ospedali di Cecina e Piombino. Sostenuta dal movimento 5 Stelle e dal cardiologo dell’Asl Nord Ovest Claudio Marabotti, condivisa e rilanciata anche dal Coordinamento per l’ospedale (ci ha confermato ieri Pamela Tovani) e dal comitato per la Salute Pubblica, l’iniziativa punta a portare ai sindaci della Bvc e alla Regione la voce di un territorio che chiede “un’adeguata copertura nella cura dell’infarto acuto del miocardio”. «La petizione – dice Giulia Torrini (M5S) si può firmare nelle farmacie cecinesi, ma abbiamo organizzato e continueremo a farlo, banchetti il sabato e nei giorni del mercato settimanale». Lo stesso Marabotti indica in un post su Facebook la farmacia Bertelli, l’Etrusca Medicea (nell’omonima galleria) e la sede della Pubblica Assistenza di Rosignano, in via Pel di Lupo, come luoghi dove sono presenti i moduli per le firme.
«E' un momento delicato – scrive Marabotti - dopo anni di immobilismo e di rassicurazioni, i riflettori si sono accesi sul "buco" nella rete dell'infarto tra Livorno e Grosseto. Per risolvere il problema bisogna dialogare con il soggetto adatto, e questo non può essere l'Asl, che gestisce solo due delle cinque sale di emodinamica sul suo territorio (le altre tre fanno capo a Università e Fondazione Monasterio). L'interlocutore deve essere la politica locale: sono i sindaci che devono farsi carico del problema e difendere con i denti il diritto alla salute dei cittadini che rappresentano. Sono loro che dovranno dare le linee di indirizzo sanitario con il Piano Attuativo Locale». Sulla questione, alcune settimane fa, si era mosso anche il vice presidente dell’Ordine dei Medici di Livorno dottor Vincenzo Paroli che aveva invitato i sindaci della Bvc a portare in Regione le firme raccolte sul territorio per due sale di emodinamica».
Alla base delle richiesta - oltre a un territorio a sud di Livorno e fino a Grosseto scoperto (con 140.000 abitanti) l’analisi dei dati sui tempi medi tra diagnosi di infarto presso il Pronto Soccorso e riapertura della coronaria occlusa individuati in 126 minuti “mentre il tempo massimo accettabile è di 90 minuti” – si legge nel testo della petizione. «La mezzora in più comporta un eccesso di mortalità di circa 1,4% evitabile allestendo sale di emodinamica facilmente raggiungibili». Sui dati aveva posto i riflettori anche Paolo Barabino di Forza Italia che aveva ricevuto un estratto del rapporto dall’assessore regionale Saccardi attraverso il consigliere Mugnai. Dati che evidenziavano l’anomalia di tempi allungati nel caso

del passaggio del paziente al pronto soccorso, aspetto che – secondo Barabino – deve essere subito affrontato. E sabato scorso Don Reno Pisaneschi per il Coordinamento aveva inviato una lettera aperta ai sindaci. Ora - dopo sollecitazioni e richieste - parte la petizione.

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