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Bambini all’aperto. Con l’asilo nel bosco l’educazione è open

Un fermento di attività private e pubbliche  che rispondono alle richieste crescenti dei genitori

CECINA. “In questo piccolo pezzo di mondo non è vietato giocare a palla, sporcarsi, saltare sulle balle, giocare con l’acqua, ridere a crepapelle…” È il motto dell’asilo nel bosco, breve memorandum appeso all’ingresso di quello che d’impatto si può definire un asilo all’aperto. L’idea, mutuata dalla Danimarca (che ha aperto i primi asili nel bosco nel 1950) nasce in Italia 3 anni fa grazie a Paolo Mai, un educatore che insieme alla sua compagna, Giordana Ronci, maestra e blogger, ha fondato il primo asilo nel bosco nei dintorni di Ostia. Era il 2014: apripista 13 bambini.

Che sono diventati 50 nel 2016. In pochi anni un boom: asili nel bosco sono nati in ogni parte d’Italia e nel gennaio scorso si sono federati, dando vita a un’associazione che punta al riconoscimento legislativo. Secondo i contrari e gli scettici, la recente diffusione è legata anche alla nascita dei movimenti no vax, che in queste strutture, perlopiù classificate come ludobaby, quindi escluse dalla certificazione scolastica prevista dalla legge 119 del 31 luglio 2017, riescono a sfuggire all’obbligo vaccinale per i figli. Ma l’asilo nel bosco risponde a una precisa filosofia educativa, che fonde il metodo esperienziale di Maria Montessori e l’approccio steineriano all’outdoor education: bosco, fattoria, parco come maestri. Varie soluzioni, legate alla geografia del territorio: in Italia è nato infatti anche l’asilo del mare.

Il ludobosco Jambo di Cecina (Foto di...
Il ludobosco Jambo di Cecina (Foto di Angelo Liuzzi)

La scorsa primavera, il 27 e 28 maggio, l’esperienza di Paolo Mai ha fatto tappa a Cecina, che sulla spiaggia e nella pineta delle Gorette ha ospitato “il corso 2.0 dell’asilo nel bosco con laboratori esperienziali in natura, educazione emozionale e alla felicità”. Dalla teoria alla pratica: agli inizi di ottobre infatti ha aperto nella campagna tra Cecina e Bibbona, nel comune di Cecina, il ludobosco Jambo.

Un ludobaby come ce ne sono altri gestiti da privati, che ha già riempito 24 dei 32 posti a sua disposizione. Ma questo ha una particolarità: quella appunto di seguire le “regole” dell’asilo nel bosco. Vale a dire vita all’aria aperta, un grande giardino allestito con creazioni in legno, l’orto, la sabbia e le balle di fieno su cui saltare, la possibilità di fare escursioni nella macchia circostante. Con l’obiettivo di portare nel parco anche degli animali. L’asilo è nato dall’idea di una maestra 42enne, Chantal Zingoni che, con un gruppetto di altri educatori e genitori, in pochi giorni ha riconvertito l’ex asilo Il Cucciolo di via della Macchia - uno dei primi asili privati laici di Cecina - trasformandolo in ludobosco.

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Un’altra struttura “all’aperto” opera nella campagna di Montescudaio, rivolta a ragazzi più grandi. Si chiama il “cerchioinfinito”, ed è stata aperta nel 2013 da Simonetta Verdi nella sua abitazione e nelle stalle sottostanti ristrutturate. È un’associazione di promozione sociale – spiega Simonetta - che lavora sia con gli adulti che con i ragazzi dai 7 ai 10 anni.

La responsabile si è trasferita da Milano 15 anni fa. «Facciamo lavori in natura, coi cerchi sciamanici, la ruota di medicina – spiega – tutti simboli degli Indiani d’America: io lavoro sulle emozioni, è una scuola interiore. Organizziamo corsi di apicoltura, abbiamo animali, raccogliamo le olive, facciamo campeggi nel bosco. Avevamo pensato di aprire un asilo nel bosco, ma visto che ne sono nati altri nella zona ci siamo concentrati su altre attività». Qui si organizzano weekend per i bambini, che vivono a contatto tra loro senza i genitori. 

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Ma le nuove tendenze nella didattica hanno sbocco anche nella scuola pubblica. Due esempi nella zona: a Nibbiaia, nel 2016, è nata una scuola media parentale, aperta da Nicola Scarpellini con la moglie Sara Filucchi nel loro podere in località Alberelli: 40 ettari dalla collina al mare. Una scuola parentale (o home schooling) non privata ma autogestita e autofinanziata dai genitori, con il tutoraggio della media statale Fattori di Rosignano.

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A Sassetta la scuola d’infanzia e la scuola elementare “La voce del bosco” hanno abbracciato da quest’anno la metodologia di Paolo Mai, grazie alla dirigente dell’Istituto comprensoriale di San Vincenzo (di cui fa parte il plesso di Sassetta) Claudia Giannetti e ad un gruppo di insegnanti appassionate. Il bosco come laboratorio di apprendimento e campo da gioco illimitato.


 

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