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Oggetti erotici, è polemica al fierone di Cecina

Cecina, la protesta di alcuni genitori che si sono rivolti alla polizia municipale tra i banchi a sorpresa ce n’è uno di oggetti erotici dalle forme inequivocabili

CECINA. «La mia bambina si è fermata a quel banco. Appena mi sono reso conto l’ho portata via, ma vi lascio immaginare le sue domande». Una, due e così via. I racconti di genitori scandalizzati dal fierone di Cecina si ripetono. Tra i banchi a sorpresa ce n’è uno di oggetti erotici, dalle forme inequivocabili.

Si elencano alcuni oggetti in bella vista dalle forme che non lasciano spazio all’immaginazione nel richiamo agli attributi maschili e femminili. Cacciaviti, accendini, apribottiglie, posacenere, cannucce, servizi da caffè, borse dell’acqua calda, cappelli. E tra gli altri ci sono anche il kit da crocerossina e un paio di slip da indossare rigorosamente in coppia sul banco di Luigi Ricci, “Da Gigione non solo troiai”. «Sono oggetti di libera vendita che ho acquistato a stock – dice Ricci –. Partecipo alle aste dei fallimenti e ogni volta sul banco espongo merce diversa». Che aggiunge: «Non ho certo intenzione di mancare di rispetto. Ma certo in giro c’è troppa gente bacchettona».

La linea del pudore è variabile. C’è chi si accosta al bancone con curiosità, chi appena si accorge della mercanzia fa un passo indietro. Certo è che l’impugnatura del cacciavite è di tutto rispetto, e non passa inosservata. Così come le immagini del servizio da caffè che suggeriscono alcune posizioni del
kamasutra o quelle del posacenere a colonna. Si tratta di oggetti scherzosi, ma a far storcere il naso è la posizione in bella mostra nel banco. E tra chi l’ha notata alcuni si sono rivolti alla polizia municipale per segnalare l’inopportunità di quella mercanzia a vista. (m.m.)

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