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Studentessa travolta e uccisa: condannato l'automobilista. L'amarezza del babbo della giovane

Castagneto Carducci, due anni di reclusione all’automobilista - un bagnino - che investì e uccise Sara Milo

CASTAGNETO CARDUCCI. Condanna a due anni di reclusione e sei mesi di arresto per Lorenzo Pacchini, il bagnino di Donoratico che il 31 luglio 2015 investì, provocandone la morte , la studentessa fiorentina Sara Milo, 17 anni, che si trovava in vacanza con amici a Marina di Castagneto. A carico di Pacchini anche un’ammenda di 2.000 euro per guida in stato di ebbrezza oltre alla sospensione di un anno della patente di guida e la condanna alle spese processuali. Questa la sentenza di primo grado emessa dal giudice Fabrizio Nicoletti del Tribunale di Livorno dopo un processo durato quasi due anni.

«Sono soddisfatto per la dichiarazione di colpevolezza e il fatto che il giudice abbia aumentato la pena rispetto a quella richiesta dalla Procura della Repubblica, che era di un anno e 4 mesi con riduzione a rito abbreviato senza consulenza tecnica – afferma l’avvocato dei genitori di Sara Milo, Gian Marco Cesari dell’Associazione italiana familiari e vittime della strada –. Insoddisfazione comunque per una pena non proporzionata alla gravità del reato, dato l’alto tasso alcolico del conducente, completamente incapace e consapevole di esserlo, e alle conseguenze dannose per i familiari superstiti di una tragedia simile».

L’avvocato sottolinea: «Se l’autista fosse stato cosciente l’incidente sarebbe stato evitato, nel tratto di strada in cui è successo c’è il limite di 40 chilometri orari, in prossimità del camping Etruria e parco giochi Cavallino matto, l’auto ha invaso il margine destro della carreggiata e i pedoni come testimoniato da una ragazza superstite, Veronica Piermaria che ha subito lesioni gravi, investita assieme a Sara Milo, che quella sera indossava una gonna bianca che ha portato come prova. I cinque ragazzi erano ben visibili proprio perché avevano scelto di camminare al margine della strada dato che la restante parte della banchina era buia. Al momento del sopraggiungimento dell’auto si erano spostati in fila indiana, attaccandosi alla staccionata. Soprattutto non vi è alcuna traccia di frenata. Pacchini ha ucciso con un tasso alcolico di 1,65 grammi litro alla prima prova e 1,42 alla seconda che dà una visione laterale fortemente compromessa, con una percezione del tutto distorta delle distanze e delle persone».

«Resta l’amarezza per una pena mai soddisfacente per la morte di mia figlia, nemmeno l’ergastolo ce la può restituire – dice il padre di Sara, Sergio Milo –. Quello che avremmo apprezzato sarebbe stata una maggiore vicinanza da parte delle istituzioni, dello Stato che ti abbandona in queste situazioni non promuovendo nemmeno un percorso di vicinanza alle famiglie che subiscono questi gravi lutti. E anche dell’amministrazione comunale di Castagneto che non ci ha mai offerto,

nonostante le molteplici sollecitazioni, proposte concrete per un omaggio a Sara. L’abbiamo fatto noi grazie all’Associazione Guarnieri, ma stiamo ancora aspettando. Sarebbe stato più che apprezzabile una richiesta di perdono da parte di chi ha ucciso, che non è mai arrivata».
 

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