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Addio a Pantani, aveva 69 anni

Originario di Cecina, fu tra i fondatori di Lotta continua e sindacalista Cobas. Aveva dedicato la sua vita al sindacalismo impegnandosi per la difesa della scuola pubblica e anche per gli immigrati

CECINA. Ha attraversato il’68 e i movimenti degli anni Settanta prima da militante e poi da dirigente nazionale di Lotta continua. Esaurita l’esperienza della formazione extraparlamentare che aveva in Adriano Sofri il suo leader carismatico, Marcello Pantani aveva dedicato la sua vita al sindacalismo impegnandosi per la difesa della scuola pubblica e anche per gli immigrati.

Un’esistenza rivolta agli altri, i più vulnerabili della società, quella di Pantani, deceduto ieri a mezzogiorno dopo una lunga malattia nella sua abitazione di Ghezzano. Aveva 69 anni, originario di Cecina, il sindacalista che negli ultimi anni ha rappresentato le istanze dei Cobas. Laureato in giurisprudenza, aveva lavorato per 30 anni come educatore, fuori dalla Toscana e anche a Lucca nell’orientamento scolastico. Chi, dai lavoratori alle famiglie e agli extracomunitari, doveva combattere per i propri diritti, trovava in Pantani un alleato spontaneo. Nel suo curriculum movimentista c’è una significativa permanenza Oltralpe durante il Maggio francese. Un’anteprima del’68 italiano di cui il sindacalista fu tra i sostenitori più attivi. Padre operaio della Solvay, militante prima nel Pci, poi di Potere operaio, Pantani fu impegnato a Piombino e in seguito al sud, a Taranto
dove partecipò alle prime lotte degli appalti dell’Italsider contro i licenziamenti.

Stamani la salma sarà portata alla Pubblica assistenza di Pisa dove domani alle 15 ci sarà un saluto laico. Il corteo muoverà da via Bargagna per arrivare al cimitero di Ghezzano. (p. b.)

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