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Comune contro il Governo: «Non verseremo 6 milioni»

Rosignano: ricorso al Tar per annullare il decreto di calcolo del Fondo di solidarietà. Donati: «Cifra assurda». Mancini (M5S): «Mossa suggerita dalla mia interrogazione»

ROSIGNANO. Impossibile trasferire allo Stato 6 milioni di euro. In questo modo l’amministrazione diventerebbe troppo “povera” e non potrebbe garantire servizi ai cittadini.
Ecco che il Comune ha deciso di ricorrere al Tribunale amministrativo regionale per l’annullamento del decreto del presidente del consiglio dei ministri del 25 luglio scorso (Gazzetta Ufficiale n. 144 del 23.06.2017) che definisce e ripartisce il Fondo di solidarietà comunale per l'anno 2017 (delibera di giunta n. 273 del 5 settembre). Il fondo è alimentato con trattenute effettuate dall'Agenzia delle entrate sui versamenti dell’Imposta municipale unica da parte dei contribuenti del Comune di Rosignano Marittimo. Per la formazione e la ripartizione del Fsc la normativa tiene conto della stima dell'introito Imu e di una serie di altri parametri relativi a risorse storiche e fabbisogni standard. Per il Comune di Rosignano Marittimo la quota da attribuire al Fsc nazionale, e dunque allo Stato per la ripartizione agli altri Comuni, è pari 5.997.874,77 euro. Il ricorso dunque è motivato dal notevole impoverimento che il versamento della somma causerebbe alle casse comunali, che in più è sproporzionalmente elevato rispetto a quello di altri comuni, e dal fatto che si fonda, come nel caso dei fabbisogni standard, su elementi che tengono poco conto delle realtà fortemente turistiche. Proprio su questo punto l’amministrazione rileva anche l’illegittimità del metodo.

«Il Comune di Rosignano è contribuente netto del Fsc – spiega l’assessore al bilancio Daniele Donati - di cui non contestiamo il principio ispiratore della solidarietà tra territori, ma l'onere attribuitoci di circa 6 milioni di euro annui, e la ripartizione di risorse a favore anche dei comuni ben più importanti di noi e dotati di ampie possibilità di imposizione o di capacità finanziarie autonome. Dunque il ricorso vuole essere un chiaro segnale politico verso un meccanismo che priva i nostri cittadini di risorse importanti e limita le capacità del Comune di Rosignano nel dare risposte complete ai bisogni del territorio, costringendoci anche ad imposizioni fiscali che altrimenti potrebbero essere alleggerite. Ovviamente il fine dell'impugnazione attuale è l'annullamento del decreto, con l'obiettivo di spingere alla modifica, che potrà avvenire solo in sede legislativa, della ripartizione del Fsc 2017 secondo

nuovi criteri».

La consigliera M5S Serena Mancini fa notare come il Comune «pur non avendo risposto a me, ha accolto il suggerimento della mia interrogazione del 15 agosto, in cui chiedevo perché l’amministrazione non si muovesse per ricorrere al Tar».
 

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