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Il premio Suso Cecchi D'Amico al duo Archibugi-Virzì

Il 21 luglio serata dedicata al film "La pazza gioia", riconoscimento alla sceneggiatura

CASTIGLIONCELLO. Sarà assegnato a Francesca Archibugi è a Paolo Virzì il premio Suso Cecchi D’Amico edizione 2017. La consegna è prevista il 21 luglio alle ore 18 alla Limonaia del Castello Pasquini. Il riconoscimento arriva per la sceneggiatura di “La Pazza Gioia”, film uscito nel 2016 del regista livornese ed ambientato In Toscana (alcune scene sono state girate a Calafuria), già vincitore di 5 David di Donatello e altrettanti Nastri d’Argento. Entrambi i registi saranno presenti all’iniziativa che dopo la cerimonia della Limonaia prevede, alle 21, la proiezione del film all’arena estiva di Castiglioncello.


Il Premio Suso Cecchi d’Amico per la sceneggiatura giunge quest’anno alla sesta edizione. E’ organizzato dal Comune di Rosignano, in collaborazione con il Centro Studi Commedia all'italiana, Armunia e il Cinema Arena Pineta ed è dedicato alla “Signora del cinema italiano” che con Castiglioncello ha avuto un legame speciale, avendolo elettocome luogo di vacanza e di lavoro. La storia della Pazza Gioia è nata sul set di un altro film del regista livornese, “Il Capitale Umano”. E’ qui che Virzì ha partorito il personaggio di Beatrice Morandini Valdirana (interpretata da una splendida Valeria Bruni Tedeschi) la cui vicenda s’intreccia con quella della giovane ed introversa Donatella (Micaela Ramazzotti). Storia che si ambienta in una casa di accoglienza per donne con disturbi psichici. Dal soggetto del regista è nata una sceneggiatura scritta in collaborazione con Francesca Archibugi, sua grande amica, che aveva già trattato il tema del disturbo mentale e delle strutture psichiatriche successive alla legge Basaglia nel film Il grande cocomero. «Se c’è una cosa che da sempre accomuna - aveva dichiarato la cosceneggiatrice in un’intervista su Cinematografo.it - è quella di considerare naturale maneggiare i personaggi come dei casi clinici; entrambi raccontiamo sempre un po’ casi umani».


Nata nel 1960 da una famiglia intellettuale romana, dopo l'apprendistato al Centro Sperimentale di Cinematografia, la frequentazione di Furio Scarpelli e del corso di sceneggiatura di Leo Benvenuti, Archibugi ha debuttato con Mignon è partita (1988), un ritratto amaro della famiglia che descrive le prime esperienze sentimentali degli adolescenti. Il film si aggiudica 5 David di Donatello. Il secondo film è “Verso sera” (1990), con Marcello Mastroianni e Sandrine Bonnaire ma è con Il grande cocomero (1993) che la Archibugi affronta il difficile tema della neuropsichiatria infantile attraverso il ritratto della famiglia infelice di una dodicenne epilettica. Il film si aggiudica 2 David di Donatello. Nel 1994 gira “Con gli occhi chiusi”, tratto da un romanzo di Federigo Tozzi, nel 1998. Dopo alcuni documentari, torna a dirigere un film con Giovanna Mezzogiorno e due esordienti diciottenni in Lezioni di volo (2006). Nel 2015 dirige “Il nome del Figlio” (per cui riceve con Francesco Piccolo il premio Suso Cecchi D’Amico).


Paolo Virzì, classe 1964, cresce nel quartiere Sorgenti di Livorno. A Roma frequenta il corso di sceneggiatura del Centro sperimentale di cinematografia, dove si diploma nel 1987. Tra i suoi insegnanti ci sono Gianni Amelio e Furio Scarpelli. Debutta alla regia nel 1994 con “La bella vita”, storia sentimentale sullo sfondo delle battaglie operaie a Piombino, poi “Ferie d’Agosto” e nel 1997 “Ovo Sodo” una pellicola dedicata alla sua Livorno. Tra gli altri lavori ricordiamo Baci e abbracci, My name is

Tanino, Caterina va in città, N Io e Napoleone. Con la Motorino Amaranto gira nel 2009 “La prima cosa bella” che esce l’anno successivo e riceve ben 18 candidature al David di Donatello ed è premiato a Taormina con il nastro d’Argento. Dal 2009 è sposato con Micaela Ramazzotti.
 

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