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Tragedia sull'Aurelia, uno dei sopravvissuti: «Mi sono liberato dal bagagliaio e ho visto i corpi dei miei amici» - Video

Il racconto di Lorenzo Melotti, uno dei tre sopravvissuti nell'incidente mortale a Donoratico: «La macchina ha picchiato nel guard rail, è stato l’inferno»

Schianto mortale sull'Aurelia, uno dei sopravvissuti: "Sessanta metri dentro l'auto cappottata" Parla Lorenzo Melotti, uno dei ragazzi sopravvissuti al terribile incidente avvenuto lungo la Variante Aurelia, all’altezza di Donoratico, all’alba del primo maggio. Lorenzo, che è sempre rimasto vigile, ricorda i drammatici secondi della tragedia, costata la vita a due amici che erano con lui a bordo dell’auto. (Video Anna Cecchini) - L'ARTICOLO

CASTIGLIONCELLO. «Sono uscito dal bagagliaio e ho visto i corpi di due ragazzi in terra». Lorenzo Melotti, il 21enne di Castiglioncello è uno dei cinque occupanti della Peugeot 208 che all’alba di lunedì si è capottata. Due di loro sono morti, mentre Lorenzo e Riccardo Porciani, feriti in modo lieve, sono stati portati al pronto soccorso di Piombino.

A poco più di ventiquattro ore dall’incidente Lorenzo ripercorre quei drammatici secondi che sono costati la vita a due amici in quella serata che doveva essere l’occasione per festeggiare in compagnia proprio il suo compleanno. «Siamo partiti da Vada - racconta il ragazzo - un po’ prima delle tre diretti alla discoteca Alegria a Follonica». Un locale dove i cinque giovani erano andati più volte in passato.

Terminata la serata il gruppo si è rimesso in macchina. «Siamo ripartiti - ricorda Melotti - una decina di minuti prima delle cinque e ci siamo fermati all’autogrill. Siamo rimasti abbastanza lì, gli altri ragazzi hanno anche mangiato qualcosa». Poi il gruppo di amici è ripartito, percorrendo la corsia lato nor della Variante Aurelia, diretto verso Vada. «Alla guida - racconta Lorenzo - c’era Simone Bazzini, e al suo fianco era seduto Matteo Macchia. Io ero sui sedili posteriori, a sinistra (dietro il conducente, quindi) c’era Riccardo Porciani e alla mia destra Maicol Sangiorgio». Lorenzo ricorda tutto del terribile incidente, anche perché non ha mai perso conoscenza, e da lunedì sera ripete a parenti e amici la dinamica dell’accaduto.

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Ricorda che qualche centinaio di metri dopo l’uscita di Donoratico Bazzini ha sorpassato un furgoncino. Una manovra come tante altre. Dopo, l’inizio dell’inferno. «Abbiamo sorpassato - ricostruisce Melotti - e nel rientrare non so se abbiamo preso una buca o è successo altro. Comunque la macchina si è girata e il sedere è andato a picchiare nel guard rail di lato, a quel punto si è cappottato e si sono fatti sessanta metri cappottati». Lorenzo ha impresso nella mente il momento in cui la Peugeot si è fermata, capovolta, lungo la carreggiata. «Sono rimasto sempre vigile - spiega -, durante l’incidente avevo le braccia alzate e mi ero appeso ai due lati dell’abitacolo. Così sono uscito dal bagagliaio, mentre un altro amico l’ho visto uscire dal parabrezza. Abbiamo visto i corpi di due amici a terra».

Lorenzo, con Porciani, sono stati portati a Piombino, ma già nella serata di lunedì è voluto venire via e tornare a casa dalla sua famiglia, a Castiglioncello. Negli occhi ha ancora le immagini della tragedia, oltre ad alcuni punti sotto il mento e sulla testa.

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