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Rianimazione, pochi i letti all'ospedale di Cecina 

I presidi di Cecina e Piombino in rete, ma la partita è ancora tutta da giocare. Le carenze illustrate alla direttrice generale dell’Azienda sanitaria Toscana Nord ovest in commissione consiliare

CECINA. La partita è ancora aperta. Si gioca da posizioni coperte in attesa del Piano attuativo locale (Pal), il documento che rappresenta lo strumento di programmazione strategica dell’Azienda sanitaria, il futuro dei due ospedali in rete di Cecina e Piombino. Chi farà che cosa e come, stando alla tabella di marcia indicata dal sindaco di Cecina Samuele Lippi nei panni di presidente della conferenza dei sindaci della Usl Toscana nord ovest, si deciderà in autunno. C’è la promessa di un percorso partecipato nell’ambito della zona distretto che mette insieme la Bassa Val di Cecina e la Val di Cornia. Ma anche la certezza che calibrare il meccanismo, pensato per rispondere ai vincoli del decreto Balduzzi e salvare le specialità ad oggi presenti nei due presidi non sarà scontato.

Lo scenario trova conferma in occasione della 4ª commissione consiliare, l’11 aprile, a cui prende parte la direttrice generale della maxi Azienda sanitaria Maria Teresa De Lauretis. Il tema delle reti territoriali tempo dipendenti, per infartuati e pazienti colpiti da ictus, lo stato dell’arte del pronto soccorso, i primari che mancano da anni, le carenze di personale infermieristico, la necessità di rafforzare la dotazione dei posti letto di rianimazione. Questo ed altro nelle domande dei consiglieri comunali di Cecina alla direttrice De Lauretis in una sala di via Landi affollata di esponenti del Comitato per la sanità pubblica, rappresentanti politici e dei sindacati di categoria. Si torna a sottolineare più volte l’importanza dei due presidi ospedalieri in rete, altrimenti «avremmo dovuto chiudere ginecologia, pediatria, il pronto soccorso, rianimazione e cardiologia», dice De Lauretis.

Tra le indicazioni date dalla De Lauretis al netto della tipologia di organizzazione in unità complessa o semplice dei reparti quella di avere personale stabile e non facente funzione. I bandi in corso per i primari di pediatria e ginecologia, quello in itinere di radiologia mentre per chirurgia non vengono date indicazioni. Sottolineata l’assunzione di cinque unità tra ostetriche e operatori socio sanitari. E più volte il richiamo all’esperienza in positivo di ortopedia con un unico primario per Cecina, Piombino e Portoferraio. A breve dovrebbero entrare in servizio un chirurgo e un urologo. Mentre sui posti letto tra chirurgia e medicina

De Lauretis sottolinea: «Dovremo rassegnarci a una gestione più flessibile di quelli esistenti». Mentre Lippi riconosce all’attuale direzione Asl «un cambio di rotta rispetto alle precedenti che stavano attuando una politica sconcertante che avrebbe portato alla chiusura del nostro ospedale».

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