Quotidiani locali

Attese record agli sportelli del Cup

Nostro viaggio al distretto sanitario: la mattina anche 40 persone in coda per prenotare visite, esami e analisi del sangue

ROSIGNANO. Sul display che segnala il numero servito campeggia il 62, mentre dal macchinario che fornisce i ticket per mettersi in coda escono numeri oltre il 100.

Decine di persone in attesa agli sportelli Cup del distretto sanitario di Rosignano Solvay. La sala d'aspetto adiacente è stracolma di persone, come del resto il corridoio che dall'ingresso della struttura conduce ai locali dove è possibile prenotare visite mediche ed esami.

Questa la situazione che ci siamo trovati davanti, intorno alle 11 di giovedì scorso (16 marzo), all'interno dell'edificio in via Piave a Rosignano Solvay, che ospita i servizi per la sanità pubblica territoriale. Una situazione che si ripete quasi ogni giorno, soprattutto a partire da metà mattina. Siamo infatti tornati al distretto sanitario anche la mattina di sabato 18 marzo, quando intorno alle 10 i numeri in coda erano oltre venti, e poi nuovamente ieri dopo mezzogiorno. Anche in questo caso in coda c’erano oltre quaranta persone.

Significa che prenotare una visita specialistica, un esame diagnostico o anche delle "semplici" analisi del sangue implica un'attesa lunga. Almeno un'ora, calcolando anche che non tutti i quattro sportelli presenti all'interno del distretto dell'azienda sanitaria Usl Toscana nord-ovest vengono mantenuti attivi contemporaneamente e che, verosimilmente, ogni impiegato per rispondere alle esigenze di un cittadino impiega alcuni minuti.

Che il servizio di prenotazione Cup non funzioni perfettamente si capisce appena entrati all'interno della struttura. Le persone in coda nel corridoio sulla destra al piano terreno sono decine. C'è chi preferisce restare in piedi, magari appoggiato ai muri e chi invece, dopo aver preso il numero e aver capito di dover attendere a lungo, torna all'esterno dell'edificio per restare all'aria aperta. Qualcuno, soprattutto i più giovani che devono "incastrare" svariate commissioni nell'arco della mattina, prende il numero e, fatto un breve calcolo mentale sui tempi di attesa, decide di andare a fare la spesa e tornare più tardi. Nella speranza che al ritorno la fila sia diminuita e si possa procedere velocemente con la prenotazione.

La sala d'aspetto a ridosso degli sportelli, troppo piccola per contenere le decine di cittadini che necessitano di prendere un appuntamento, si riempie in un attimo. Dopo le dieci del mattino i posti a sedere sono tutti occupati, quindi c'è chi resta in piedi in un angolo, addossato alle pareti. In una mano le prescrizioni dei medici e la tessera sanitaria e nell'altra il numerino rosso. Tutti pronti a "scattare" non appena il display annuncia il loro turno.

Qualcuno, dopo una mezz'ora di attesa, rinuncia. Si tratta soprattutto di persone che devono andare al lavoro, o che hanno appuntamenti inderogabili e non possono permettersi di restare in coda. «Riprovo domani - dicono in molti -, magari troverò meno gente». A restare sono principalmente persone di una certa età e casalinghe, che in genere hanno orari più flessibili e possono permettersi

di aspettare. Un'attesa che a differenza di quanto accadeva alcuni anni fa quando i cittadini protestavano, non comporta lamentele o proteste. Ma solo la rassegnazione per una sanità pubblica sempre meno efficiente. E la scelta, sempre più frequente, di rivolgersi a strutture private.

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