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La Lega contro la scuola senza zaino

Nel mirino la sperimentazione alla Guerrazzi: annulla l'identità e deresponsabilizza gli alunni

CECINA Annulla l’identità e deresponsabilizza l’alunno. Durissimo attacco al modello della "Scuola senza zaino", applicato a Cecina alla scuola elementare Guerrazzi, arriva da Chiara Franchi del Mgt (Movimento Giovani Toscani) già responsabile ufficio stampa della Lega Nord di Livorno. Come sappiamo la scuola senza zaino prevede un nuovo tipo di impostazione scolastica, fondato sul possesso comune del materiale didattico e sull'abolizione della cattedra. Progetto accolto con favore dll'assessore regionale all'istruzione Cristina Grieco nella sua ultima visita a Cecina, proprio alla Guerrazzi.
Per Franchi si tratta di un “ tentativo di sovversione del modello scolastico pare attuarsi come applicazione in ambito pedagogico dei sogni frustrati della Rivoluzione e del '68”. «Questa iniziativa - dice la giovane leghista - volendo agire sul bambino attraverso simboli e modi fondamentali della sua crescita e della sua cognizione dei rapporti, non fa altro che annullare l'identità personale del bambino che si ritrova deresponsabilizzato dai propri compiti. L'alunno viene privato dei fondamentali formativi, quali: organizzazione responsabile del proprio lavoro, capacità di critica e di percezione della propria singolarità, riconoscimento dell'autorità. Se viene meno la chiarezza del ruolo educativo è sicuramente indebolito un elemento pedagogico e psicologico fondamentale della conduzione del bambino alla verità». Poi l’affondo nei confronti dell’assessore Grieco: «Definisce il progetto "scuola senza zaino" così: "Una scuola rock, come mi piace definirla, che esce dal disciplinamento". Probabilmente abbiamo un assessore che confonde la scuola con un Hard Rock Café».
«Le sue parole - aggiunge- confermano la destrutturazione che la scuola pubblica italiana sta subendo, nell'ubriacatura generale della sperimentazione fatta sulla pelle dei ragazzi. Certi progetti sono strutturati per

non destare sospetti nei genitori e passare per piacevoli "modelli di novità"». E chiude: «Come Giovani Toscani vigileremo e continueremo a chiedere ai genitori di non accettare acriticamente ogni esperimento spacciato per "progresso": sulla pelle dei bambini non si scherza».
 

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