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Sequestro Bagni Italia, ci sono quattro indagati

Il proprietario Lombardo e due responsabili del cantiere accusati di abuso edilizio. Il titolare deve rispondere anche, con una dirigente del Comune, di falso in atto pubblico

CASTIGLIONCELLO. Nuovo colpo di scena nella vicenda della riqualificazione dei Bagni Italia, lo stabilimento sulla baia del Quercetano che nel pomeriggio di giovedì è stato posto sotto sequestro preventivo dalla Procura della Repubblica di Livorno.

Risulta infatti che per il “caso” Bagni Italia siano iscritti nel registro degli indagati quattro persone: si tratta del proprietario del bagno, Mark Lombardo, del direttore dei lavori architetto Claudio Bianchini, del direttore del cantiere Fausto Venturi e della dirigente del Comune Maria Angela Casucci. Il reato contestato ai primi tre è quello di abuso edilizio, mentre per la funzionaria del Comune di Rosignano l’accusa è di falso in atto pubblico.

Il cartello di sequestro davanti ai...
Il cartello di sequestro davanti ai bagni Italia

Il procedimento penale a cui si fa riferimento sul cartello apposto per sigillare il cantiere sulla baia è il 3183 del 2016, lo stesso che aveva già portato nel giugno dell’anno scorso ad un primo sequestro preventivo, che ad inizio luglio non fu confermato dal Gip. L’operazione che ha portato al sequestro della struttura balneare, in fase di ristrutturazione ormai dal febbraio del 2016, è stata portata avanti dalle sezioni di Polizia giudiziaria della Guardia di finanza e della Polizia municipale, e le indagini vengono condotte dal procuratore capo della Procura della Repubblica di Livorno, Ettore Squillace Greco.

Ora il nuovo scossone, ossia la notizia del sequestro del cantiere, che nelle ultime settimane era ripartito dopo il via libera ottenuto per la realizzazione dell’ascensore, e dell’indagine collegata.

I reati contestati. A Lombardo, Bianchini e Venturi viene contestato il reato di abuso edilizio, resta infatti da accertare se la ristrutturazione dello stabilimento sia stata portata avanti secondo le norme vigenti e le autorizzazioni ottenute. Lombardo è inoltre indagato, come Casucci, per falso in atto pubblico. Un reato da collegare alla documentazione che il proprietario ha inviato al Suap (Sportello unico per le attività produttive), di cui è responsabile la dirigente comunale. Evidentemente la Procura vuole accertare la congruità di tutti i documenti collegati alla riqualificazione dei Bagni Italia.

Il primo sequestro. Il primo sequestro del cantiere, lo ricordiamo, risale al 17 giugno dello scorso anno. Ed era collegato ad un esposto dei confinanti della struttura balneare (presentato dall'avvocato Ginevra Giovannoni, dall'architetto Giulio Giovannoni, da Alba Di Grazia con il patrocinio dell'avvocato Duccio M. Traina). All’inizio di luglio il Gip non confermò il sequestro disposto a metà giugno dalla Procura di Livorno e i lavori furono ripresi.

La sanatoria. A seguito dell’esposto, però, il proprietario presentò al Comune una sanatoria al progetto per alcuni lavori eseguiti in corso d'opera e difformi rispetto al progetto iniziale. A fine luglio 2016 l’ok dell’amministrazione alla sanatoria e poi a ottobre, al termine della stagione balneare, la ripresa dei lavori, che sono andati avanti fino ai giorni scorsi.

L’ascensore. Il cantiere fino a poche settimane fa ha riguardato soltanto la struttura dello stabilimento (ristorante, cabine, terrazze), dato che per costruire l’ascensore la proprietà ha dovuto presentare una nuova variante al primo progetto. Nei giorni scorsi il via libera di Demanio e Comune.

Adesso un nuovo blocco dei lavori, e l’indagine della Procura.

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