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Polietilene sulla battigia delle Spiagge bianche, il caso si complica

Ineos ora ammette: «Prodotto qui, ma almeno due anni fa. Stocchiamo i granuli al massimo 4 mesi». Come sono finiti lì?

ROSIGNANO. «Probabilmente si tratta di polietilene prodotto qui, ma molto tempo fa». Massimo Panattoni, direttore di Ineos, spiega che l’azienda chimica ha analizzato i granuli trovati la mattina di lunedì lungo la battigia a ridosso dello scarico Solvay , ed ha effettivamente rilevato che hanno le stesse caratteristiche del materiale prodotto da Ineo, con alcune caratteristiche anomale. L’anomalia sarebbe da ricondurre al fatto che i granuli (palline con diametro di pochi millimetri) «risultano molto ingialliti, è materiale vecchio di almeno due anni».

Ciò potrebbe indurre a pensare che parte del polietilene stoccato all’interno dell’impianto Ineos possa essere fuoriuscito, finendo poi attraverso lo scarico del Fosso bianco lungo la battigia nella zona del Lillatro e delle Spiagge Bianche. Ipotesi che lo stesso Panattoni descrive come impossibile, soprattutto perché «i sacchi di polietilene non rimangono stoccati nel magazzino oltre quattro mesi».

Dato che l’unica certezza sembra essere quella della vetustà del materiale rinvenuto, c’è da capire come i granuli siano finiti sulla spiaggia. Un giallo che la stessa Arpat, che ieri ha inviato alcuni tecnici all’interno degli impianti di Ineos, ha chiesto all’azienda chimica di scandagliare, per tentare di capire la dinamica di quanto successo.

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«I tecnici Arpat - prosegue Panattoni - hanno fatto un sopralluogo ed hanno constatato con i loro occhi che sia gli impianti che il fosso sono puliti, non ci sono residui di granuli. Abbiamo due vie di scarico, una per l’acqua di processo, dove sono presenti barriere e filtri che avrebbero impedito il passaggio di quel materiale, mentre l’altra va a confluire nel Fosso bianco, ma anche lì ci sono barriere apposite».

Barriere che possono far “passare” materiali che galleggiano (come i granuli di polietilene, appunto) solo in caso di tracimazione, che avviene quando la portata dell’acqua aumenta considerevolmente in caso di piogge insistenti.

Il fatto è che da giorni nella zona non cade una goccia d’acqua e quindi il livello dello scarico Ineos non risulta essersi alzato. Inoltre, anche ammettendo che i granuli ritrovati sulla spiaggia provengano dagli scarichi Ineos, risulta strano che negli impianti e soprattutto all’interno degli scarichi stessi non ci sia traccia del passaggio di questo materiale. Anche il vicesidnaco e assessore all’ambiente Daniele Donati, conferma che «nel fosso sembrerebbero non risultare residui del passaggio dei granuli».

Caraibi chimici? La gente si tuffa lo stesso Spiagge bianche affollate: turisti e residenti continuano a frequentarlel. Sembra siano poco interessati alla vicenda dei fanghi che Solvay scarica in mare (video Daniele Meucci)

Arpat fa sapere che per avere un’analisi accurata del polietilene prelevato martedì tra il Lillatro e le Spiagge Bianche sono necessari alcuni giorni. «Nel frattempo - dice ancora Panattoni - ci hanno chiesto di continuare ad indagare, lo stiamo facendo ma devo dire che al momento non abbiamo elementi che possano spiegare l’accaduto. L’Arpat ci ha chiesto anche di presentare una relazione entro 10 giorni». Il Comune, dal canto suo, attende l’esito delle analisi effettuate dall’Agenzia per la protezione ambientale. «Aspettiamo i risultati ufficiali - termina Donati - e che Ineos le sue verifiche per provare a capire la dinamica dell’accaduto».

Quanto ai danni ambientali, Arpat e il vicesindaco assicurano che «il polietilene, per sua caratteristica, non rilascia sostanze dannose. Tra l’altro è quello che viene usato per realizzare materiali per la conservazione degli alimenti». Certo è che i granuli di plastica dalla battigia possono essere finiti anche in mare, sebbene siano stati rimossi e l’area sia stata bonificata già nella giornata di martedì. A rendersi conto della presenza dei granuli, lo ricordiamo, sono stati alcuni cittadini che nella giornata di lunedì si sono trovati a passeggiare nella zona delle Spiagge Bianche. «Appena saputo dell’accaduto - termina il direttore Ineos - abbiamo informato Arpat, Comune e Guardia costiera».

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