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Casa Fattori, l'accordo finisce nel mirino

Stipendi e personale: l'intesa non convince il consigliere Rugo e il sindacato Usb

BIBBONA. L’accordo per la Casa Fattori fra cda, cooperativa e sindacati per gli stipendi delle lavoratrici è solo una “sfilata dell'ipocrisia che ha avuto inizio sulla passerella bibbonese e che ha per sfondo le tristi vicende umane e professionali della casa di riposo”. E’ un duro attacco quello del consigliere di Responsabilità Civica Massimiliano Rugo che parla di “ipocrisia che abbraccia tutti, il cda guidato da Panetta, la cooperativa l'Agorá d'Italia e anche i sindacati. «Un valzer dell'ipocrisia autoreferenziale - scrive Rugo - che ha il solo scopo di esporsi in vetrina sui quotidiani per dire che loro c'erano e che hanno lavorato per risolvere le problematiche che, in tutta la loro poco edificante realtá sono tutt'altro che risolte. La cooperativa l'Agorá d'Italia gioca di strategia nel tentativo di rimanere aggrappata all'appalto oramai scaduto (da oltre 700 mila euro l'anno) il nuovo C.d.A è ancora insolvente verso le richieste formulate dalla commissione Vigilanza e Controllo presieduta da Rugo, che sta indagando sulla morte dell'anziana ospite tetraplegica che è stata fatta rovinare al suolo per negligenze in seno alla cooperativa che opera nella struttura e al cda che non ha vigilato, oltre ad un sindaco che pur avendone nominato il presidente, non sa neanche di cosa stiamo parlando». Per Rugo “il presidente Panetta deve dimettersi e la cooperativa l'Agorá d'Italia deve essere cacciata dalla struttura e portata in causa per il grave danno all'immagine che ha cagionato alla casa di riposo che, nonostante le vergognose vicende, proprio grazie a quelle lavoratrici, è tutt'oggi una eccellenza della quale andare orgogliosi».
Intanto anche l’Usb (sindacato di base) contesta l’accordo: «Mentre le lavoratrici di Agorà D'Italia, operanti presso la casa di riposo Carlo Fattori di Bibbona, non hanno ancora ricevuto lo stipendio di gennaio, pare che i sindacati confederali e l'Agorà D'Italia hanno firmato l'ennesimo accordo al ribasso per "salvare" nuovamente la situazione. Dopo anni di immobilismo sindacale e solo a seguito delle iniziative di mobilitazione del sindacato Usb, finalmente si era aperto uno spiraglio per le lavoratrici. Con questo accordo facciamo nuovamente un passo indietro. Nello specifico sembra che la cooperativa Agorà D'Italia non solo non debba corrispondere Subito tutti gli arretrati degli stipendi, come dovrebbe essere normale, ma abbia invece la possibilità addirittura di rateizzare gli stessi

e posticipare ancora una volta i pagamenti anche se all'interno di una cornice che dovrebbe prevedere date certe e scadenze. In poche parole si sta cercando di "certificare" una situazione di totale illegalità. In tutto questo ci chiediamo, le lavoratrici sono d'accordo?».
 

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