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Una nuova società per la centrale turbogas

Rosignano: accordo tra Solvay, Ansaldo e Marubeni per il trasferimento a maggio. La gestione resta a Engie

ROSIGNANO. L’obbiettivo è quello di mantenere basso il prezzo del vapore dopo la scadenza degli incentivi Cip6, che termineranno prima dell’estate, senza i quali il costo sarebbe triplicato. Così Solvay ha deciso di organizzarsi, e di diventare cogestrice della turbogas Rosen, che finora ha fatto capo alla francese Engie.

«Il 16 febbraio Engie e Solvay - si legge in una nota delle due società - hanno sottoscritto un accordo quadro riguardo al futuro della centrale termica di cogenerazione “Rosen”, la cui proprietà di maggioranza è attualmente detenuta da Engie». I contenuti più significativi dell’accordo quadro sono i seguenti: come previsto dal contratto iniziale, stipulato fra Engie e Solvay, la disponibilità della centrale Rosen sarà trasferita il prossimo 15 maggio – al termine del periodo ventennale di incentivi Cip6 – a una nuova società compartecipata da Solvay. Nel dettaglio, come già avevamo anticipato a fine gennaio, la società sarà formata da Solvay, Ansaldo energia e Marubeni (società giapponese attiva come banca di investimento)». In pratica Ansaldo realizzerà una nuova turbina ad alta efficienza energetica che costerà circa 40 milioni di euro. Chiaro che le risorse saranno fornite da Marubeni. Dopo che la centrale sarà riammodernata da questa nuova società, Engie (ex Gdf Suez) fornirà alla riqualificata centrale di cogenerazione Rosen, i servizi di gestione e manutenzione per 10 anni. L’engineering e il coordinamento delle operazioni di riqualificazione saranno affidati a Tractebel, società di consulenza ingegneristica appartenente al gruppo Engie. «Questo accordo - si legge nella nota - è coerente con il piano recentemente avviato da Solvay, riguardo agli investimenti relativi al nuovo progetto per l’efficienza energetica intrapreso nel polo di Rosignano. L’accordo sottolinea inoltre come Engie rafforzi ulteriormente in Italia la posizione di leader nei servizi di efficienza energetica anche nel settore industriale, proseguendo comunque a favorire la transizione energetica anche attraverso la produzione di energia da fonti rinnovabili e da centrali elettriche alimentate a gas».

Grazie a questo accordo Solvay potrà permettersi

di continuare ad avere energia a un prezzo contenuto, seppure leggermente superiore a quello pagato finora con il Cip6 . Da via Piave fanno sapere che il rialzo del costo sarà colmato attraverso progetti di ottimizzazione interna, sia nella produzione che nell’ambito delle manutenzioni.

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