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Sversamenti in mare e nel Fine «Il liquido emana cattivo odore»

Segnalazioni di una chiazza sulla costa davanti alle Spiagge Bianche, l’Arpat preleva campioni Marchi (Medicina Democratica): «Liquami nauseabondi». Donati: «Residui di lavorazioni agricole»

ROSIGNANO. Sversamenti segnalati sia nelle acque del fiume Fine che in mare, sulla costa davanti al settore nord delle Spiagge Bianche. Una situazione che ha creato non pochi allarme tra i cittadini. Il Comune, insieme ad Arpat e alla Polizia provinciale e municipale, da una prima verifica, hanno rilevato che i due episodi sono collegati. Lo sversamento è il residuo di un’attività agricola evidentemente attiva nelle vicinanze del fiume.

«Abbiamo assistito per ore - fa sapere Maurizio Marchi (Medicina Democratica) - allo scorrere nel fiume, tra la Solvay e la Variante Aurelia (Morelline), di una enorme quantità di liquami nauseabondi e di una schiuma molto densa. L'area vede la presenza di numerosi pozzi sia di Asa che di Solvay». L’esponente di Md segnala di «non aver visto sul posto nè Asa, nè Comune nè Forestale, a verificare quanto stava accadendo, e provvedere a fermare il flusso inquinante. Chiediamo a tutti i soggetti interessati, compresi Asl e Arpat, che diano risposte tempestive, e che i responsabili di questo nuovo grave inquinamento siano chiamati a risponderne».

A spiegare cosa è accaduto è l’assessore all’ambiente Daniele Donati. «C’è stato uno sversamento di materiale portato dal Fine - spiega Donati - fino alla foce. È chiaro che la corrente lo ha distribuito lungo la fascia costiera. La chiazza in mare si è allargata ed è arrivata fin quasi al pontile Solvay».

Il Comune, per capire il motivo dello sversamento, ha contattato Arpat, polizia provinciale di Livorno e Pisa, polizia municipale, anche per verificare lungo il corso del Fine quali potessero essere le aziende che hanno riversato nel fiume gli scarti poi finiti anche in mare. «Dopo i controlli, l’ipotesi è che si tratti - termina

Donati - di residui di lavorazione di aziende agricole. Non c’è chiaramente un problema legato alla balneazione, ma deve essere individuata la responsabilità di quanto accaduto». Intanto i tecnici Arpat ieri hanno prelevato alcuni campioni di acqua per capire le sostanze sversate.(a.c.)

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