Quotidiani locali

Il mare si è divorato 6 km di spiaggia

Tombolo sud: alberi spezzati, detriti, plastica e l’ arenile sparito

CECINA. Tronchi d’albero, rami, canne, foglie secche, fango, sacchetti di plastica, pezzi di polistirolo, resti di lenze, kleenex, merda. Quello che rimane su un lembo di spiaggia impraticabile il giorno dopo la libecciata è sotto i nostri occhi. Vento e onde hanno spazzato via tutto, l’arenile è un cimitero. Il tombolo sud - la pineta più bella - quella che qualcuno orgogliosamente a Cecina definisce “il nostro Colosseo”, è un cumulo di detriti. I primi pini rimasti a difesa dell’entroterra - inermi donchisciotte - sono stati divorati dall’acqua e dalla salsedine. Siamo in piena riserva biogenetica: 430 ettari circa con una larghezza variabile da 100 a 600 metri, che percorre il litorale da Vada a Marina di Bibbona per 15 chilometri. Gli ultimi sei sono quelli del tombolo sud, quello più fragile perchè più indifeso. Quello dove non sono stati ancora improntati interventi consistenti per arginare l’erosione.

E intanto il tombolo muore. Mentre il raddoppio della pineta fatica a decollare. Le libecciate - come quella di martedì - sono frustrate, o meglio, veri e propri cazzotti ai danni di una spiaggia martoriata che rischia veramente di scomparire in un baleno

Imbocchiamo dal cancellone davanti al tiro a segno la strada per il mare, fino a raggiungere l’arenile, o quel che rimane. Le onde di reflusso che seguono la libecciata lo rendono impraticabile, camminare senza bagnarsi è praticamente impossibile. Già in questo tratto ad un tiro di schioppo dall’ultimo stabilimento balneare, poche centinaia di metri più a nord, la spiaggia si è ristretta che non ci sta neppure un lettino di traverso ed è letteralmente ricoperta di tronchi d’albero. Tanti i detriti che il mare si è portato dietro, ma prevalgono i rami rotti. E veri e propri alberi abbattuti sono i primi rimasti a fronteggiare la furia del mare, spazzati via come i palloncini carichi di elio in cielo .

Procediamo verso sud, direzione Fosso Nuovo. Lo scenario non muta. Arriviamo all’altezza del distaccamento della Forestale. Camminare sul lungomare è quasi impossibile. Qui la spiaggia è inesistente. L’acqua del mare entra in pineta. Perfino qui, del resto, si scorgono, evidenti, i segni della mareggiate. Alberi divelti, tronchi per terra, tutto è risecchito, i colori sono cambiati, dal verde al sughero, dal marrone al beige.

Desolante lo scenario: l'acqua ha scavato grosse buche che fanno pensare ad una pioggia di bombe, l'arenile è morsicato come un groviera aggredito dai ratti. La sabbia si è assottigliata che in certi punti fai fatica a riempire un secchiello. Immaginatevi la prossima estate. Se non si interviene, e non basterà un anno, come pensare di poter piazzare più di un ombrellone tra il mare e la pinetà in certi tratti di questo martoriato arenile?

Fenomeno storico quello dell' erosione a Cecina, basti pensare che dal 1938 al 1981 sono stati persi 80,2 metri di arenile pari ad una superficie di 11,5 ettari. Oggi l'apporto di sedimenti dal fiume per ripascere le nostre spiagge è modesto, per vari motivi. Si è discusso spesso della qualità dei materiali, dei rischi d’inquinamento sebbene ogni quantitavo di sabbia utilizzata nei vari ripascimenti sia stata sottoposta a piani di caratterizzazione. E poi quella del fume arriva in seguito a dragaggi, ed oggi l’escavo nel porto è fermo per il contenzioso che lega la società proprietaria alla Sales. La spiaggia di cava, poi, usata alle Gorette costa. Senza contare che un ripascimento senza opere di difesa idraulica, anche qui a sud di Cecina, avrebbe breve vita.

Intanto

una cosa è certa: senza intervenire rischiamo di perdere una delle nostre bellezze laddove la natura è ancora libera e il territorio meno antropizzato.

Progettare e finanziare un piano per difendere il tombolo sud significa sempre di più investire nel futuro.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

TrovaRistorante

a Cecina Rosignano Tutti i ristoranti »

Il mio libro

NARRATIVA, POESIA, FUMETTI, SAGGISTICA

Pubblica il tuo libro